Bologna, operazione Helios: arrestato imprenditore per truffa allo Stato

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    I soldati del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Bologna, su disposizione del Tribunale di Bologna della Corte, Dott.ssa Francesca Zavaglia, hanno eseguito un provvedimento di detenzione preventiva in carcere nei confronti di un imprenditore bolognese, A.M. classe 1965, colpevole di aver messo in atto una frode destinata a ricevere indebitamente contributi pubblici destinati a incoraggiare la produzione di energia da fonti rinnovabili.
    Oltre al sequestro delle proprietà bancarie, i militari hanno proceduto con beni mobili e immobili per quasi un milione di euro, pari al valore della somma degli importi ottenuti illegalmente.
    In particolare, l’indagine, coordinata dal Vice Procuratore Dott.ssa Antonella Scandellari e condotta dai finanzieri della Polizia Economico-Finanziaria di Bologna, nasce dall’approfondimento di alcune segnalazioni di transazioni sospette, ricevute dalle fiamme gialle dal circuito bancario, da cui è emerso l’imprenditore, nonostante sia stato incapace di esercitare qualsiasi attività commerciale a seguito delle condanne riportate nei noti procedimenti penali relativi al fallimento di UNI LAND, continuavano a gestire società per ottenere guadagni illeciti avvalendosi della collaborazione del coniuge e un professionista locale di fiducia, anche indagato.
    In particolare, grazie anche all’esame della documentazione e dei messaggi e-mail acquisiti durante alcune ricerche, è stato accertato che attraverso una di queste società, operanti nel settore delle energie rinnovabili, sono state messe in atto frodi per ottenere indebiti danni. dal Gestore dei Servizi Energetici incentivi pubblici per circa 1 milione di euro che dichiarano falsamente, attraverso l’uso di atti specificamente artistici, di aver messo in funzione un impianto fotovoltaico situato a Monghidoro quando in realtà non era ancora stato completato né era idoneo a entrare lavoro.
    L’accusa di autoriciclaggio nasce invece dal fatto che una parte delle somme indebitamente percepite è stata poi dirottata verso società lussemburghesi non collegate alla struttura societaria della società italiana, in quanto “rimborso degli azionisti”, nonostante il fatto che tali società non non vantare alcun credito
    L’operazione sviluppata dalla Guardia di Finanza, sotto la guida dell’AG, rientra nelle rinnovate linee strategiche dell’azione del Corpo, volte a rafforzare l’azione per combattere i fenomeni illeciti più seri e insidiosi, integrando le funzioni di polizia economiche -finanziaria con le indagini della polizia giudiziaria e assicurando il perseguimento degli obiettivi di aggressione dei beni dei soggetti coinvolti in attività criminali, al fine di garantire l’effettivo recupero delle somme dovute, oggetto o proventi di condotta illecita.