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Chirurghi e dentisti: “State a casa”. I medici di famiglia avvertono: “rischio coprifuoco per Roma”

Ultimo aggiornamento 19:46

La situazione epidemiologica ci dice che non bastano più le misure fin qui adottate (il distanziamento sociale, l’uso della mascherina, l’igiene delle mani), serve la consapevolezza che dobbiamo stare lontani dai luoghi affollati e frequentati da persone che non conosciamo. Siamo in una fase in cui il ‘contact tracing’ non è più sufficiente, qualsiasi persona potrebbe essere contagiosa inconsapevolmente”.

Ora anche la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), scende in campo lanciando un appello invitando tutti a restare a casa il più possibile.

Anelli: ”Più aumentano i contagi, più si diffonde il virus”

Come afferma il presidente Filippo Anelli, ”Più aumentano i contagi, più si diffonde il virus. E questo rischio è maggiore nei luoghi affollati. Quindi occorre ridurre le azioni sociali che non sono necessarie e stare a casa il più possibile.  Dobbiamo tornare al senso di responsabilità che ha caratterizzato la prima fase. Il Governo interverrà sulle criticità che sono emerse, dai trasporti alle scuole”.

I medici di famiglia avvertono: “rischio coprifuoco per Roma”

Dello stesso avviso anche il segretario della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg) del Lazio, Pierluigi Bartoletti il quale, con ancora più convinzione afferma che “Con l’innalzamento rapido dei casi occorre cambiare strategia di attacco al virus, serve ad esempio una ‘guerra’ casa per casa. Andare a stanare i contagi asintomatici sul territorio e migliorare nel tracciamento. Se non riusciamo a correggere la tendenza è chiaro che non si può escludere il rischio coprifuoco per Roma”.

Bartoletti: “Occorre cambiare strategia velocemente, senza ansia”

Del resto i dati non mentono, fa notare Bartoletti, ”A livello nazionale siamo passati di colpo da 8mila casi di Covid-19 a 10mila. Se si alza l’onda rischiamo di avere gli ospedali intasati. Occorre quindi cambiare strategia velocemente, senza ansia, ma mettendo in campo le armi migliori. Ad esempio, serve contenere nel modo più serrato l’argine sul territorio, ovvero evitare che i pazienti più fragili vadano al pronto soccorso. Per farlo dobbiamo andare noi da loro, se positivi tracciare rapidamente i contatti e tamponare immediatamente anche loro. Nelle maglie di questa rete non devono esserci buchi altrimenti rischiamo altri focolai”

Max