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Coronavirus, il bollettino: 888 casi, 21 morti e 46 persone guarite

Ultimo aggiornamento 20:17

Premesso, come vedremo, che è ancora presto per iniziare a guardare questo momento di recrudescenza a scalare, tuttavia ad oggi il bollettino illustrato da Angelo Borrelli (commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus) poche ore fa, parla di 888 persone che hanno contratto il virus in 13 regioni (e in una Provincia autonoma), 21 vittime, e di 46 persone guarite dal coronavirus.

Sono 345 i pazienti ricoverati negli ospedali

Nello specifico, l’attento monitoraggio della Protezione Civile, in ordine di persone contagiate, indica in testa la Lombardia (531), quindi il Veneto (151), Emilia-Romagna (145), Liguria (19), Piemonte (119), Toscana (8), Marche (6), Sicilia e Campania (4), Lazio e Puglia (39) mentre, Abruzzo, Calabria, e Provincia autonoma di Bolzano (1). Ed ancora. Attualmente sono 345 i pazienti ricoverati con sintomi, di questi 64 sono in terapia intensiva. A casa, in isolamento domiciliare sono 412 si trovano in isolamento domiciliare.
Come ha spiegato in merito il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, “In base ai dati che abbiamo ricevuto dalle Regioni sappiamo che le persone decedute avevano altre patologie ed erano risultate positive al virus. Sono persone con un quadro clinico che conosciamo parzialmente, è difficile fare una valutazione solo su dei numeri“. Dunque, per risalire con esattezza alle precise casue dei decessi, sarà necessaria una scrupolosa indagine, “Elementi ulteriori dobbiamo valutarli e quindi ora non siamo in grado di essere più precisi. Purtroppo, e su questo siamo precisi, queste persone sono decedute”.

“Stiamo misurando un fenomeno ancora in evoluzione”

C’è però da considerare, come accennato, che stiamo ancora ragionando in una fase in cui le misure di contenimento adottate, sono ancora premature, e dunque, spiega giustamente il presidente Iss: “Lo scenario che stiamo valutando e misurando in queste ore è uno scenario che ancora non risente delle misure adottate, perché il tempo che intercorre tra il possibile contatto e il momento in cui può manifestarsi l’infezione è un tempo medio di circa una settimana. Il tempo medio è di una settimana con valori minimi o superiori, tanto che consideriamo 14 giorni sostanzialmente l’arco di tempo di sicurezza per verificare che non si sia trasmessa l’infezione – chiarisce Brusaferro – Quindi stiamo misurando in realtà un fenomeno che si sta evolvendo e nei prossimi giorni valuteremo l’impatto delle misure adottate”. Tuttavia, ha tenuto ancora a precisare l’esperto dell’Iss, “Il dato che va sottolineato è che dentro questi numeri c’è una buona metà di persone positive asintomatiche, cioè persone che grazie al fatto di essersi sottoposte al tampone hanno avuto un’infezione. Infezione – ha rimarcato – che passa in maniera totalmente asintomatica. Per loro è importantissimo comportarsi in maniera tale da non trasmettere l’infezione ad altri”.
Max