FRANCIA – INDAGANDO SULLE AUTO CON LE BOMBOLE DI GAS, LA POLIZIA ARRESTATE 3 DONNE ‘FANATICHE RADICALIZZATE: PREPARAVANO UN ATTENTATO A GARE DE LYON

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    E’ stato nei giorni a seguire che il ritrovamento di un’auto senza targa e con dentro alcune bombole a gas (rinvenuta nei pressi della Cattedrale di Notre Dame), ha assunto toni allarmistici. Sulle prime infatti, pur non trascurando alcune pista, la mancanza di un detonatore aveva indotto i gendarmi che poteva trattarsi di una sorta di ‘deposito di fortuna’ usato da qualcuno dei tanti venditori ambulanti della zona. Tuttavia, non allentando mai la concentrazione, le forze dell’antiterrorismo hanno indagato a fondo fino ad identificare e fermare tre donne nella banlieue della capitale situata nel distretto di Essonne. Ebbene, le tre sono risultate essere ‘fanatiche radicalizzate’. Se ne sono resi conto quelli dei corpi speciali, sorpresi dalla reazione delle tre al momento del fermo: un ufficiale di polizia è stato ferito da una coltellata alla spalla da una delle tre donne, che a sua volta è stata colpita alle gambe da un proiettile sparato dagli agenti. Una di loro, identificata come Ines M., 19enne figlia del proprietario della Peugeot 607 lasciata vicino a Notre Dame, aveva giurato fedeltà al gruppo jihadista Stato islamico ed era già stata segnalata dai servizi segreti per la sua radicalizzazione. Altre quattro persone, due fratelli con le rispettive compagne, erano già state arrestate per la stessa inchiesta: due a Montargis dans le Loiret, altre due nel sud della Francia. Le tre arrestate hanno rispettivamente 32, 23 e 19 anni e secondo il ministro dell’Interno francese, Bernard Cazeneuve, “molto “probabilmente stavano preparando nuove azioni violente ed imminenti. In particolare, ha riferito BFMTV citando una fonte di polizia, le tre avevano in programma di attaccare la stazione Gare de Lyon di Parigi, quella di Boussy Saint Antoine – la città dove è avvenuto il loro arresto. Un’azione sanguinaria attraverso al quale le tre donne volevano vendicare la morte di Abu Mohamed Al Adnani, il “ministro degli attentati di Daesh” ucciso in Siria da un raid della coalizione a fine agosto. Lo riferiscono i media francesi, citando fonti della polizia.

    M.