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Governo, inviata lettere all’Ue per evitare la procedura di infrazione

Ultimo aggiornamento 11:21

Il governo ha inviato la lettera all’Unione europea per evitare la procedura di infrazione. Il premier Conte, dopo gli incontri di ieri con i due vice premier Di Maio e Salvini e con il ministro Tria e dopo aver comunicato al Parlamento le intenzioni del governo nei riguardi della querelle con l’Europa, ha completato l’ultimo passaggio utile in questa fase: l’invio, appunto, della famigerata missiva all’Ue.

Inviata lettera all’Ue: il governo prova a scongiurare la procedura di infrazione

Il governo Conte dunque ha fatto il suo, spedendo la famosa lettera a Stati membri Ue. “La nuova legislatura europea ci spinge ad assumere, con coraggio e visione, decisioni fondamentali per il nostro futuro”. In tal senso “ritengo che sia nostro dovere aprire, adesso senza ulteriore indugio, una fase costituente”: questo è uno dei passaggi decisivi delle parole usate da presidente del Consiglio, Giuseppe Conte nella sua lettera.

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Il premier Conte mira, come ha indicato in questa lettera inviata alla Ue, “a ridisegnare le regole di governo delle nostre società e delle nostre economie, riconsiderando modelli di sviluppo e di crescita che si sono rivelati inadeguati di fronte alle sfide poste da società impoverite, attraversate da sfiducia, delusione e rancore”.

Una lettera lunga sei pagine quella inviata dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ai 27 Stati membri dell’Unione europea, al presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker e al presidente del Consiglio europeo Donald Tusk.

Qual è il vero target di Conte? L’Italia “avverte la piena responsabilità di coltivare un dialogo aperto e costruttivo con la Commissione europea”, dice il numero uno del governo e di conseguenza “viene nuovamente sollecitata a dare conto del rispetto di queste regole. Non intendiamo sottrarci a tali vincoli nè intendiamo reclamare deroghe o concessioni rispetto a prescrizioni”.

Tuttavia, chiarisce Conte “avvertiamo l’urgenza e la necessità di stimolare una discussione che miri e ridefinire la governance economica dell’Eurozona e dell’Unione che non si è dimostrata adeguata ad assolvere i compiti per i quali era stata pensata. E’ necessaria una revisione, forse anche un’autentica conversione delle regole euro-unitarie per pervenire a un sistema integrato di governo che possa perseguire effettivamente in modo stabile e duraturo, il benessere economico e sociale dei popoli”.

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Nel frattempo, l’esecutivo Conte centra altri obiettivi dell’imminente. Su indicazione del ministro della Difesa Elisabetta Trenta, l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone è stato nominato come nuovo capo di stato maggiore della Marina.

Inoltre è arrivato l’ok definitivo al ddl “Cantiere ambiente” come da approvazione del Consiglio dei Ministri, dopo il sì all’unanimità della Conferenza delle Regioni. Il ddl “Cantiere ambiente” fissa gli obiettivi indicati nel Piano per la mitigazione del rischio idrogeologico “Proteggi Italia”, e prevede di investire i 6,5 miliardi di euro contro il dissesto.

Arriva anche il sì alla riforma di 5 ministeri. Il Consiglio dei ministri, su indicazione del presidente Giuseppe Conte e dei ministeri chiamati in causa, ha detto di sì a cinque regolamenti, da adottarsi con altrettanti decreti del presidente del Consiglio dei ministri, “che introducono norme di modifica all’organizzazione del Ministero per i Beni e le Attività culturali, del Ministero della Giustizia, del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministero dello Sviluppo economico, compresi gli Uffici di diretta collaborazione dei Ministri e gli Organismi indipendenti di valutazione della performance”.

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