Novità esame di maturità: abolita la terza prova

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    La maturità avrà un nuovo volto. Due test scritti (non più di tre) con griglie di valutazione nazionali, più peso sul credito scolastico, nessuna alternanza scuola e lavoro o test Invalsi come requisito di accesso. Queste sono alcune delle principali novità che caratterizzeranno l’Esame di Stato del 2019, voluto dal nuovo governo e comunicato oggi con una circolare. “Accompagneremo le scuole e i giovani – sottolinea il ministro Marco Bussetti in un video sul suo profilo Facebook – oggi le prime indicazioni operative. Ci saranno poi sessioni di formazione per insegnanti e commissioni e, attraverso i canali di comunicazione del Ministero, e social, parlerò anche a studenti e famiglie, e dico ai ragazzi: se avete fatevi avanti, anche sui social, risponderemo ai vostri dubbi”.

    Per essere ammessi all’esame sarà necessario essere presenti per almeno tre quarti del numero totale di ore all’anno, avere 6 in ogni disciplina ed anche in condotta. Eventuali eccezioni saranno possibili con una risoluzione motivata del Consiglio di classe. Come previsto dal cosiddetto decreto Milleproroghe, la partecipazione al test nazionale Invalsi e il programma di alternanza scuola-lavoro non saranno più un requisito per l’accesso alla Maturità.

    Le prove scritte saranno due, non tre. Nel primo test, quello italiano, gli studenti possono scegliere tra 7 brani distribuiti in 3 tipi di test che toccano i campi artistico, letterario, filosofico, scientifico, storico, sociale, economico e tecnologico.

    – Tipo A (due tracce o due autori e non più uno come prima): analisi del testo. Possono essere proposti testi letterari dall’Unità d’Italia ad oggi.
    – Tipo B (tre tracce): analisi e produzione di testo argomentativo (testo singolo o estratto). È richiesta un’interpretazione e una riflessione.
    – Tipo C (due tracce) – riflessione critica di un carattere espositivo-argomentativo su questioni attuali. La traccia può essere accompagnata da un breve testo di supporto.

    La data è già fissata per il 19 giugno 2019. La seconda prova (20 giugno) sarà relativa a una o più materie, che saranno pubblicate a gennaio.

    Sia per il primo che per il secondo turno le commissioni avranno a loro disposizione le griglie di valutazione nazionali, le stesse per tutti, quindi, da seguire il più possibile per garantire la coerenza delle correzioni.
    Il punteggio finale rimane in centesimi, ma cambia la composizione. Il credito scolastico può valere fino a 40 punti mentre la Commissione ha diritto ai restanti 60 punti (fino a 20 per ciascuna delle due prove, e lo stesso per la prova orale). La Commissione, spostando la selezione, può aggiungere 5 punti a discrezione, ma solo se l’acquisizione ha ottenuto almeno 30 crediti di partenza e un risultato nelle due prove di almeno 50 punti. Per superare l’esame è necessario ottenere un voto minimo di 60.
    A febbraio, il decreto sugli esami di stato sarà pubblicato con largo anticipo rispetto al passato.