Omidicio Manuel Careddu, sesto arrestato per soppressione di cadavere

    Sale a sei il numero degli arrestati per l’omocidio del 18enne Manuel Careddu, ucciso a Macomer l’11 settembre scorso per un debito di droga. Nella vicenda sarebbe coinvolto anche Nicola Caboni, un giovane del posto che avrebbe aiutato almeno uno dei presunti assassini ad occultare il corpo di Manuel nelle campagne di Ghilarza. Caboni è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria con l’accusa di soppressione di cadavere, dopo un lungo interrogatorio nella caserma dei carabinieri. Il nome di Caboni compariva già nelle intercettazioni contenute nell’ordinanza di fermo dei cinque giovanissimi – due sono minorenni – finiti in carcere per omicidio premeditato e occultamento di cadavere. L’ordinanza era stata firmata dal procuratore di Oristano, Domenico Ezio Basso, e dal pm Andrea Chelo. Una fiaccolata e lutto cittadino nel giorno dei funerali. Lo ha deciso il sindaco di Macomer Antonio Succu per dare un segnale concreto di vicinanza e affetto alla famiglia di Manuel Careddu, il 18enne barbaramente ucciso l’11 settembre scorso da una banda di cinque giovanissimi, due dei quali minorenni, tutti in carcere con l’accusa di omicidio premeditato e occultamento di cadavere. La fiaccolata è fissata per venerdì prossimo, 26 ottobre, alle 18. Per la data dei funerali, invece, bisogna attendere l’esito della comparazione del dna per avere la conferma che il corpo recuperato in una fossa nelle campagne di Ghilarza sia quello di Manuel. Ci sono pochi dubbi al riguardo: gli inquirenti sono arrivati al luogo in cui il 18enne era stato sepolto mettendo alle strette gli arrestati, ma le condizioni del cadavere – massacrato in più punti, con il cranio fracassato e rimasto sotto terra per 5 settimane – hanno impedito il riconoscimento ufficialmente con la sola autopsia. “Questa cittadina è sconvolta da quanto è accaduto – afferma il sindaco – c’è bisogno di un momento di riflessione. Per venerdì ho promosso una fiaccolata alla quale parteciperanno anche i due colleghi sindaci di Ghilarza e di Abbasanta, Alessandro Defrassu e Stefano Sanna (comuni nei quali sono residenti alcuni degli arrestati, ndr). La vicenda del povero Manuel ci chiama tutti a confrontarci, perché ho l’impressione che non sia un caso isolato ma solo la punta di un iceberg di un fenomeno che soprattutto negli ultimi 20 anni ha trasformato i nostri paesi”. La fiaccolata partirà alle 18 dalla piazza del Municipio, attraverserà tutta Macomer e si concluderà all’auditorium del liceo Galilei. Qui è previsto un incontro dal titolo evocativo: “Perché non accada mai più”. Ci saranno padre Salvatore Morittu, responsabile della Comunità S’Aspru, i parroci di Macomer e Ghilarza, Andrea Rossi e Paolo Contini, la dirigente del liceo Gavina Cappai, la direttrice dell’Ufficio di esecuzione penale esterna di Nuoro, Giuseppina Boeddu, la dirigente dell’area di sviluppo e servizi alla persone del Comune di Sorgono Maria Cristina Sedda e la psicologa Giulia Masia.