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    Piccolo Eliseo, torna la prosa con Luca Serianni

    Ultimo aggiornamento 18:32

    Luca Serianni ha insegnato Storia della lingua italiana nell’Università di Roma La Sapienza. Fra i volumi pubblicati con il Mulino ricordiamo: Il primo Ottocento. Dall’età giacobina all’Unità (1989), Il secondo Ottocento. Dall’Unità alla prima guerra mondiale (1990), Italiani scritti (2012), Storia dell’italiano nell’Ottocento (2013), Parola (2015) e Per l’italiano di ieri e di oggi (2017).
    Ora il Teatro Eliseo si appresta ad ospitare un nuovo ciclo – a cura di Luca Serianni – per Eliseo Cultura Momenti della prosa italiana dal Tre all’Ottocento si propone di presentare, attraverso la lettura e il commento di alcuni brani, le opere di tre grandi scrittori, parte costitutiva dell’identità culturale, oltre che scolastica, di qualsiasi italiano: il Boccaccio del Decameron, il Manzoni dei Promessi Sposi, il Verga di Rosso Malpelo.
    Si tratta di una lingua più o meno distante da quella attuale – sono le parole di Serianni − e distantissima dall’orizzonte dei giovanissimi, frutto di strategie narrative raffinate che si cercherà di mettere a fuoco in ciascun incontro.
    Ecco dunque gli appuntamenti programmati:

    Lunedì 16 dicembre 2019 ore 19.00Il primo incontro è dedicato al Decameron di Boccaccio, la prima grande raccolta di novelle della letteratura italiana e anche la prima prova davvero rilevante della prosa creativa (Dante, con la Vita Nuova, ha scritto un prosimetro, un testo costituito di versi e di prosa, e il Convivio è un trattato filosofico).
    “La novella da cui attingeremo – spiega il celebre linguista e filologo italiano – è anche la prima dell’intera raccolta: la vicenda di ser Ciappelletto, sorta di eroe del male anche in punto di morte, nella quale Boccaccio fa valere, oltre che la propria sapienza nella costruzione del dialogo, la sua capacità di disegno psicologico dei personaggi”.

    Lunedì 20 gennaio 2020 ore 19.00
    Il romanzo manzoniano segna la nascita della prosa italiana moderna e rappresenta anche il primo romanzo italiano che abbia sopravvissuto ai suoi tempi (nessuno ricorda più Il Calloandro fedele di Giovanni Ambrogio Marini o La filosofessa italiana di Pietro Chiari, per citare due romanzieri del Sei e del Settecento). Manzoni ne rivide attentamente la compagine linguistica, adeguandosi all’uso fiorentino ma, più in generale, mirando a una lingua che fosse, per usare le sue parole, “viva e vera”, lontana dalla lingua libresca abituale nel primo Ottocento. L’edizione definitiva appare nel 1840-1842, quando l’Unità d’Italia era di là da venire; ma colpisce il fatto che I Promessi Sposi abbiano prefigurato con tanto anticipo, sul versante letterario, un possibile modello di lingua parlata che ha fortemente condizionato la storia linguistica dell’Italia postunitaria.

    Lunedì 17 febbraio 2020 ore 19.00
    Il verismo di Giovanni Verga irrompe come una travolgente novità nella vicenda della prosa italiana. Novità per i temi, che propongono oscure vicende siciliane a un pubblico che nulla sapeva delle realtà sociali del Regno appena unificato; novità narrative, per l’eclissi del narratore onnisciente; novità linguistiche, specie sintattiche e lessicali. La celebre novella dalla quale esemplificheremo, Rosso Malpelo, presenta in forma esemplare tutte e tre queste caratteristiche e può essere considerata uno dei massimi risultati artistici della raccolta Vita dei campi.
    In via Nazionale 183 – 00184 Roma – Lunedì 16 dicembre ore 19.00 – Ingresso libero fino a esaurimento posti
    Prenotazioni sulla piattaforma Eventbrite: https://eliseo-cultura-serianni-prosa-primoincontro.eventbrite.it/
    www.teatroeliseo.com
    Max