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Proteste contro il governo: Spettacolo e Cultura a Roma, i Gilet arancioni a Milano. Denunciato Pappalardo

Ultimo aggiornamento 23:07

Non sono giorni tranquilli per il Paese, nonostante i proclami, le misure e, soprattutto, le ‘promesse’ del governo, la situazione economica è disastrosa: milioni di famiglie continuano infatti a ‘navigare a vista’, i commercianti cercano di ‘sopravvivere’ aspettando tempi migliori (purtroppo lontani a venire) e, le imprese, che ‘dovrebbero’ ripartire da una situazione a dir poco disastrosa, costrette ad elemosinare qualcosa dalle banche. 

Così, nel ‘silenzio generale’, iniziano a prendere vita diverse forme di protesta, in parte ‘abilmente’ represse in partenza con la scusa degli assembramenti.

A Roma fra le ‘mascherine tricolore’ e gli Italexit

Stamane nella Capitale, prima le ‘mascherine tricolore’ al mattino in Centro, e poi  nel pomeriggio a San Giovanni (ne parliamo in coda), i lavoratori dello spettacolo e della cultura hanno manifestato il loro dissenso nei confronti di questo governo, subito respinti dagli agenti in tenuta antisommossa. Nello specifico, le poche centinaia di manifestanti con le mascherine tricolore, hanno tentato di raggiungere Palazzo Chigi partendo da piazza Venezia ma, davanti all’imponente cordone di celerini, i manifestanti si son dovuti arrendere.

Ribattezzati le ‘mascherine tricolore’, si tratta di persone comuni che, attraverso la pagina Facebook ’Marcia su Roma’ (già respinte a Piazza San Giovanni in occasione dello scorso Primo Maggio), ogni tanto si danno appuntamento per manifestare contro il governo e le politiche monetarie europee. In piazza, anche quelli di ‘Vox Italia’, insieme ad altre sigle, fra i principali promotori dell’Italexit.

Il 2 il centrodestra ed il 6 giugno gli Ultras degli stadi

E se il 2 giugno sarà poi la volta della contestazione ‘simbolica’ del centrodestra, il 6 giugno saranno invece gli Ultras di tutte le curve calcistiche del Paese a venire a Roma, per protestare contro il governo, al fianco – premettono – di commercianti, artigiani e gente comune.

I lavoratori dello Spettacolo e della Cultura allo stremo

Nel fotoservizio di Alessandro Lisci, freelance, vediamo alcuni momenti dell’altrettanta affollatissima manifestazione di Piazza San Giovanni dove, da ore, sostano in uno stato di agitazione permanente, le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo e della cultura.
Avvicinati, i manifestanti hanno raccontato: “Siamo lavoratrici e lavoratori dello spettacolo e della cultura italiana, riuniti in un Coordinamento nazionale di realtà, collettivi e movimenti autonomi indipendenti, che si riconoscono negli art. 4, 9 e 33 della Costituzione Italiana, nella cultura etica del lavoro, nei suoi doveri e nei suoi diritti.
Ma siamo anche tutte le cittadine e i cittadini che hanno fame di cultura!
Il 19/05/2020 abbiamo inviato il Documento Emergenza alle Istituzioni, chiedendo espressamente di essere ricevuti con urgenza entro il 30/05/2020, per discutere su:
• Un reddito di continuità che traghetti il comparto culturale fino alla ripresa piena dei singoli settori e ne tuteli e garantisca l’esistenza, salvaguardando i rapporti di lavoro in atto, anche attraverso incontri politici e tecnici, quindi alla presenza di ministeri e INPS;
• Un tavolo di confronto tecnico-istituzionale immediato sulla riapertura, fra lavoratrici, lavoratori, sindacati, governo e istituzioni, che abbia come priorità: salute per lavoratori, lavoratrici e pubblico; protocolli di sicurezza; finanziamenti pubblici; strumenti di riforma, sia per la ripartenza in presenza, che per una virtualità sostenibile e democratica.
Qualora non ricevessimo risposta, preannunciamo la proclamazione di uno stato di agitazione permanente, con Manifestazioni unitarie nelle principali piazze italiane, fino allo sciopero di tutto il comparto e di tutte le azioni che riterremo più opportune.
Partecipare all’evento vuol dire partecipare in forma simbolica ad una grande mobilitazione nazionale per la Cultura, per ribadire tutte e tutti insieme che nei processi di ricostruzione il ruolo della Cultura è sempre stato fondamentale.La Cultura è un bene comune, vogliamo ribadirlo in questa manifestazione di piazza territoriale, pronti, quando sarà possibile, a scendere tutte e tutti insieme in una grande piazza nazionale”
Tra loro Autorganizzati Spettacolo Roma; SpinOFF; Attrici e Attori Uniti; Facciamolaconta; Potere al Popolo! Cultura e Spettacolo; Spazio Pubblico dal Vivo; Lavoratori e lavoratrici dello spettacolo Acrobax

Una lotta ‘sacrosanta’, specialmente  per tutte quelle ‘maestranze’ ora alla fame col fermo di tutte le attività legate al mondo dello spettacolo e della cultura.

A Milano l’affollato presidio del Gen. Pappalardo

Intanto a Milano dove, anche lì, sono all’ordine del giorno, è andata in scena la protesta dei cosiddetti ‘Gilet arancioni’, guidati da Antonio Pappalardo (nella foto), che ha organizzato il presidio tenutosi in Piazza del Duomo.

Un presidio, seguitissimo, e con motivazioni ‘pesanti’, come il ritorno alla “lira italica” e (oggi guai soltanto a pensarlo), contro a un “governo non votato dal popolo”.

Caccia ai manifestanti senza la mascherina

Ovviamente, oltre che a ‘reprimere’ con la violenza – parliamo in generale – alla minima occasione ogni forma di protesta (la manifestazione milanese era autorizzata), ora a dare ragione alle autorità ci sono le severe norme di sicurezza emanate dal Dpcm, per cui basta non tenere le giuste distanze o, togliersi la mascherina, e si va immediatamente incontro a una denuncia, e a salatissime sanzioni. Infatti in queste ore gli inquirenti stanno vagliando le immagini delle videocamere – ogni corteo è puntualmente ripreso così da identificare chi, fra i partecipanti, sarà ritenuto passibile di denuncia o sanzione.

Il sindaco Sala furibondo: “Denuncerò Pappalardo”

A quanto pare, in più di un’occasione, nel corso del presidio lo stesso Pappalardo sarebbe stato colto dalle telecamere delle forze dell’ordine senza mascherina, e per questo motivo, hanno fatto sapere dalla Questura milanese, verrà denunciato.

Ma non solo. In serata, attraverso la sua pagina social, anche il sindaco Sala è intervenuto contro Pappalardo, avvertendo che  Ho chiesto al prefetto di denunciare gli organizzatori della manifestazione dei cosiddetti ‘gilet arancioni’. Un atto di irresponsabilità in una città come Milano che così faticosamente sta cercando di uscire dalla difficile situazione in cui si trova”.

Pappalardo: “Denunciato io? Il governo è responsabile”

Avuta notizia dell’imminente arrivo delle denunce, il ‘vulcanico’ Pappalardo non ha certo esitato a replicare: ”Io denunciato? Ma da chi? Da quelli che non sono neanche costituzionali? E dov’è il reato? La situazione è all’inverso, è il governo che è responsabile di reati gravissimi, altro che mascherine…“.

Pappalardo: “La gente mi ha supplicato: Ci aiuti”

Quindi, motivando la creazione del presidio, l’ex generale dei Carabinieri ha raccontato: “Sono stato a Bergamo e in Lombardia e quello che ho riscontrato è veramente vergognoso. La gente che mi ha supplicato ‘Generale, ci liberi, ci stanno facendo vivere con i ceppi, non si può vivere più in queste condizioni. Denunciano me? Sono io che denuncio loro..’.

Max