Rosario sul palco, cattolici contro Salvini

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    Altra pagina del lungo capitolo delle contestazioni intorno alla figura del vice premier e ministro dell’Interno Matteo Salvini. A prendere la copertina in queste ultime ore, accanto alle altre grandi tematiche di giornata su cui Salvini si trova al centro delle discussioni, è la vicenda del rosario sul palco, con il mondo cattolico schieratosi contro Salvini. Il Vaticano ha chiosato con feremezza: “Dio è di tutti, pericoloso invocarlo per sé”. Il pulpito da cui partono le stoccate a Salvini non è certo esiguo. “Non nominare il nome di Dio invano”, dice ad esempio Antonio Spadaro, direttore di Civiltà Cattolica, su Facebook. “Rosari e crocifissi sono usati come segni dal valore politico, ma in maniera inversa rispetto al passato: se prima si dava a Dio quel che invece sarebbe stato bene restasse nelle mani di Cesare, adesso è Cesare a impugnare e brandire quello che è di Dio”.
    Aggiornamento ore 12.47

    La vicenda del rosario diventa il nuovo leitmotiv attorno a cui si sollevano nuove ondate di polemica nei riguardi di Salvini. Da Civiltà Cattolica al Vaticano, senza dimenticare Famiglia Cristiana e Avvenire, con una proverbiale unità, tutto mondo cattolico si scaglia contro Matteo Salvini, che dal palco della manifestazione sovranista di Piazza Duomo, a Milano, ha preso in mano un rosario e chiuso il suo intervento nominando la Madonna “che sono sicuro”, ha dichiarato, “ci porterà alla vittoria”. Dichiarazioni che hanno fatto tremare i polsi a molti.

    Rosario sul palco, cattolici contro Salvini che aveva detto: la Madonna ci porterà alla vittoria

    Sono in molti a criticarlo con asprezza dal mondo cattolico. Da Spadaro, direttore di Civiltà Cattolica al noto settimanale Famiglia Cristiana. “Il rosario brandito da Salvini e i fischi della folla a Papa Francesco, ecco il sovranismo feticista”, si legge presso l’editoriale dedicato alla manifestazione di Milano. Nella interpretazione di Famiglia Cristiana, “è andato in scena l’ennesimo esempio di strumentalizzazione religiosa per giustificare la violazione sistematica nel nostro Paese dei diritti umani. Mentre il capo popolo della Lega esibiva il Vangelo un’altra nave carica di vite umane veniva respinta e le Nazioni Unite ci condannavano per il decreto sicurezza”.

    Aggiornamento ore 10,43

    Bolle la tensione intorno alle dichiarazioni di Matteo Salvini che nel corso di una manifestazione sovranista di Piazza Duomo, a Milano, ha preso in mano un rosario nominato la Madonna “che sono sicuro”, ha dichiarato, “ci porterà alla vittoria”. A criticare il modo di agire del vice premier e ministro dell’Interno Matteo Salvini c’è, soprattutto, il Vaticano. Ne ha parlato direttamente il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin: “Io credo che la politica partitica divida, Dio invece è di tutti”, ha detto il capo della diplomazia vaticana. “Invocare Dio per se stessi è sempre molto pericoloso”. Non c’è solo il cuore del Vaticano, ma ad esempio anche il quotidiano dei vescovi Avvenire a prendere posizione: in un approfondimento ad esempio si definisce Salvini “alfiere di un cattolicesimo tutto suo, distante dal magistero del Papa e della chiesa”. Come è noto Milano, Salvini ha diffuso queste parole nella giornata di ieri, in ore convulse per lui tra sovranisti, immigrati e le polemiche intestine al governo. Il ministro dell’Interno, si è detto “orgoglioso della nostra storia e delle nostre radici e di testimoniare una civiltà accogliente e generosa”. Non, però, a quanto pare, se si tratta di migranti: “Mi ha scritto l’Europa, il giudice, l’Onu, che stiamo violando i diritti umani, mi ha scritto un cardinale qua e un cardinale là. A tutti ho dato la stessa educata risposta: col mio permesso non sbarca nessuno”.
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