Home ATTUALITÀ Senato, Nencini precisa: “La mia posizione nota, sul sì ricostruzioni fantasiose”

Senato, Nencini precisa: “La mia posizione nota, sul sì ricostruzioni fantasiose”

RICCARDO NENCINI

Il voto è arrivato sul gong, dopo concitati minuti d’attesa. Il sì di Riccardo Nencini, senatore socialista, è arrivato per ultimo e ha portato il totale a 156, consegnando a Conte una maggioranza labile, ma sufficiente a mantenere l’attuale assetto in attesa del rafforzamento della maggioranza promesso dal premier.

Si è parlato molto del voto di Nencini, che il giorno dopo ci ha tenuto a dire la sua, per evitare che il suo ‘sì’ potesse essere strumentalizzato: “Sul mio voto al Senato leggo interpretazioni sbagliate, sul voto sul filo di lana addirittura arzigogoli senza nessun fondamento – ha scritto il senatore su facebook – Voglio ringraziare tutti coloro, e sono tanti, che mi sono stati vicino in giornate davvero complicate, anche chi ha espresso opinioni diverse. Abbraccio a tutti”.

Poi elenca i tre punti che hanno segnato il suo sì allo scadere: “1. Il ritardo è dipeso dal fatto che la segreteria del partito è durata diverse ore con strascichi altrettanto lunghi. La mia posizione era nota: astensione benevola in attesa di capire se le aperture del presidente Conte all’area socialista fossero davvero fondate.

Avrei comunque votato a favore dello scostamento di bilancio e del decreto Ristori e di qualsiasi altra misura per fronteggiare la pandemia – continua – Una posizione che è emersa chiaramente dal mio intervento in aula. E che è stata apprezzata dalla maggioranza. Insomma, una posizione responsabile che teneva conto dello stato difficile del Paese e metteva in risalto la diversità rispetto al voto di Italia Viva”.

Secondo punto: “Il PSI era già in maggioranza dunque non può essere associato a parlamentari che hanno votato la fiducia provenendo dall’opposizione. Due storie completamente diverse”. Poi conclude: “3. Gli arzigogoli. Leggo ricostruzioni fantasiose circa il voto in ritardo. Nencini ha trattato per un ministero. Mi viene da ridere. Proprio perché, per il protrarsi del dopo segreteria del partito, ho votato per ultimo, quando i voti a favore erano solo 154, il mio voto sarebbe servito a ben poco”, spiega Nencini.