S&P, spread al ribasso, cresce Piazza Affari

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    Movimenti significativi in quel contorto e variabile universo dei listini, laddove il percorso del S&P che venerdì ha confermato il rating ma ha rivisto l’outlook negativo, fa risalire la china ai titoli di Stato. Lo spread in mattinata è sceso infatti sotto la soglia dei 300 punti, dai 308 della chiusura dell’ultima seduta, mentre il rendimento del titolo decennale italiano al 3,34%. Uno aumento che fa da sponda peraltro automaticamente ad una giornata che appare del tutto positiva per i vari listini, specie dopo una settimana ardua per tutte le piazze finanziarie. Milano guadagna l’1,89%, Londra sale dello 0,5%, Francoforte dello 0,6%. A Parigi gli scambi sono invece bliccati per un problema tecnico. In Asia Tokyo parte bene ma inciampa verso il finale e termina a -0,16%.

    A Piazza Affari osservata speciale Ansaldo Sts, con Hitachi che lanciato un’opa a 12,7 euro ad azione (poco meno del 10% in più rispetto all’ultima chiusura). Il titolo già dai primi scambi si allinea quindi al prezzo Opa con un balzo di oltre nove punti percentuali. Brillano tutti i titoli del comparto bancario, sospinti dalla flessione del differenziale. Sul fronte delle valute l’euro si mantiene debole, sotto quota 1,14 dollari. La moneta europea passa di mano a 1,1392 dollari e avanza a 127,66 yen. Dollaro/yen in rialzo a 111,99.
    Tra i dati macroeconomici attesi, per l’Italia l’Istat diffonde quelli su prezzi alla produzione dell’industria e delle costruzioni a settembre e su imprese a controllo e partecipazione pubblica nel 2016. Fari puntati anche sui sei miliardi di Bot a 6 mesi messi all’asta dal Tesoro. Nel pomeriggio dagli Stati Uniti attesi il deflatore dei consumi, i redditi delle famiglie e la spesa per consumi a settembre.

    Petrolio in calo, tra il timore di un rallentamento della crescita economica, specie nei Paesi emergenti e le incertezze sulle sanzioni all’Iran. I future sul Light crude Wti cedono 24 cent a 67,35 dollari e quelli sul Brent vanno giù di 34 cent a 77,28 dollari al barile. Oro in calo a 1231 dollari l’oncia.