Home SPETTACOLO MUSICA Vasco: “Non mi lamento, sarei un pazzo, ma sono un emarginato”

Vasco: “Non mi lamento, sarei un pazzo, ma sono un emarginato”

All’inizio essere famosi era molto divertente, perché la vivevo come una conferma che esistevo. I primi successi mi diedero l’illusione di aver risolto tutti i problemi. Poi sono arrivati i prezzi da pagare. Ma come potrei lamentarmi? Sarei un pazzo, anche perché la popolarità è la conferma del valore delle cose che hai fatto. Mi spiace solo non poter camminare per strada, entrare nei negozi, entrare in un locale tranquillamente. Tutti mi conoscono ma io non conosco nessuno, perché ogni rapporto è comunque falsato, capisci? Mi pesa. Mi pesa da morire. Ogni tanto parto e vado all’estero, dove non mi conosce nessuno. E li mi mescolo alla gente e sto bene“.
Eccolo il ‘Blasco’ sulla sua pagina social, riflettere sull’impatto che la popolarità ed il successo hanno avuto sulla sua vita. Una piccola analisi per spiegare perché oggi si definisce un ’emrginato di lusso’.

“Il rock ti salva la vita ma soltanto all’inizio…”

“Mi chiedo come possano sentirsi Bono, Dylan o Mick Jagger. Io ho bisogno della gente, il palco da solo non basta, il rock forse ti salva la vita all’inizio ma non per sempre, perché quando si spengono le luci, il concerto finisce, il disco esce e la gente smette di acclamarti, tu torni a essere quello che sei“. Scrive ancora il rocker di Zocca che, sempre prendendo a prestito alcuni concetti esplicati dal libro di Massimo Cotto ‘Qui non arrivano gli angeli – Conversazione con Vasco Rossi’.

“Non esistono meriti pregressi che ti facciano star comodo”

Ed ancora, scrive, “Il successo tende a forzarti la mano, a far crescere dentro te la sensazione che tu esista nel mondo in cui ti vede la gente. Ma è sbagliato, perché se credi a queste cose, allora devi accettarne anche le conseguenze: che tu esisti solo se c’è qualcuno che ti vede. E quando non ti vede nessuno? Ti ammazzi? Per fortuna, questi ragionamenti, queste aberrazioni – vogliamo chiamarle cosi? – non influenzano la composizione. Quando scrivo, ho una sola certezza: quello che hai fatto prima non conta nulla, perché nel rock non esiste la riconoscenza. Non esistono meriti pregressi che ti facciano star comodo. Se tu smetti di fare grande musica, non è che la gente continua a seguirti solo perché una volta la facevi!!“, termina infine saggiamente Vasco…
Max