‘NESSUNO SCONTO PER SNOWDEN, HA RUBATO SEGRETI: È UN TRADITORE DELLA PATRIA’. OBAMA DEVE SCEGLIERE SE GRAZIARE O MENO L’EX TECNICO NSA PROTAGONISTA DEL DATAGATE

    maxresdefault.jpg (1771×996)

    “E’ un dipendente scontento che si trovava spesso in conflitto con la dirigenza e che ha provocato danni enormi alla sicurezza nazionale”, così, in dossier di tre pagine, il governo di Washington disegna il profilo dell’ex tecnico dell’Nsa, Edward Snowden, ritenuto responsabile della “più grande e dannosa” fuga di informazioni classificate nella storia degli Usa. Per questo la commissione sull’intelligence alla Camera degli Stati Uniti ha inviato una lettera bipartisan al presidente americano Obama, esortandolo a non perdonare. Una lettera che giunge proprio lo stesso giorno in cui la commissione ha votato all’unanimità l’adozione di un rapporto, oggi ricercato per tradimento. Nel dossier viene inoltre sottolineato che la vasta maggioranza dei documenti resi noti dalla ’talpa’ del ’Datagate’ non riguardavano tanto la protezione della privacy degli americani, quanto invece dati sensibili come i segreti militari e della Difesa. Snowden, che dopo aver richiesto l’asilo politico oggi vive in Russia, si è sempre opposto alle accuse ribattendo che le sue rivelazioni fossero motivate dall’intento di aiutare il Paese, motivo per cui ha anche chiesto la grazia del presidente Obama. E mentre nei giorni scorsi con un editoriale apparso sul New York Times, i gruppi per i diritti umani Amnesty International, American Civil Liberties e Human Rights Watch, hanno lanciato una campagna per chiedere a Obama di graziare la ’talpa’ del ’Datagate’ prima della fine del suo incarico, la commissione continua a ritenere Snowden responsabile per le sue azioni. E tornano pesanti le parole espresse nel 2013 da Obama in una conferenza stampa: “non credo che Snowden sia un patriota”. Citazioni riprese e rilanciate dalla commissione che affonda: “In breve, siamo d’accordo con voi: Snowden non è un patriota. Non è un informatore. E’ un criminale”. Un caso che ha appassionato gli americani dividendoli e contrapponendoli tra colpevolisti ed innocentisti. Una situazione imbarazzante anche per Obama, il cui mandato è agli sgoccioli e una sua decisione potrebbe pesare enormemente anche sull’elettorato.

    M.