‘NON ESISTE ALCUN PECCATO CHE LA MISERICORDIA DI DIO NON POSSA DISTRUGGERE QUANDO TROVA UN CUORE PENTITO’, FRANCESCO INVITA I SACERDOTI AD ASSOLVERE CHI HA ABORTITO

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    “Nessun ostacolo si interponga tra la richiesta di riconciliazione e il perdono di Dio: concedo d’ora innanzi a tutti i sacerdoti, in forza del loro ministero, la facoltà di assolvere quanti hanno procurato peccato di aborto”. Così Papa Francesco, Lettera Apostolica ’Misericordia et misera’ firmata al momento della fine del Giubileo straordinario, sottolineando che “quanto avevo concesso limitatamente al periodo giubilare, viene ora esteso nel tempo, nonostante qualsiasi cosa in contrario”. Pur ribadendo “con tutte le mie forze che l’aborto è un grave peccato, perché pone fine a una vita innocente – tiene a precisare il Santo Padre – Con altrettanta forza, tuttavia, posso e devo affermare che non esiste alcun peccato che la misericordia di Dio non possa raggiungere e distruggere quando trova un cuore pentito che chiede di riconciliarsi con il Padre. Ogni sacerdote, pertanto, si faccia guida, sostegno e conforto nell’accompagnare i penitenti in questo cammino di speciale riconciliazione”. Quindi, augurandosi che i fedeli proseguano nelle indicazione e nello spirito del Giubileo appena concluso, Bergoglio ha affermato che “L’Anno Santo è un tempo ricco di misericordia, la quale chiede di essere ancora celebrata e vissuta nelle nostre comunità. La misericordia, infatti, non può essere una parentesi nella vita della Chiesa, ma costituisce la sua stessa esistenza, che rende manifesta e tangibile la verità profonda del Vangelo. Adesso, concluso questo Giubileo, è tempo di guardare avanti e di comprendere come continuare con fedeltà, gioia ed entusiasmo a sperimentare la ricchezza della misericordia divina”. Infatti, sottolinea il Papa, “termina il Giubileo e si chiude la Porta Santa, ma la porta della misericordia del nostro cuore rimane sempre spalancata. La Porta Santa che abbiamo attraversato in questo Anno giubilare ci ha immesso nella via della carità che siamo chiamati a percorrere ogni giorno con fedeltà e gioia. È la strada della misericordia che permette di incontrare tanti fratelli e sorelle che tendono la mano perché qualcuno la possa afferrare per camminare insieme. Tanti segni concreti di misericordia sono stati realizzati durante questo Anno Santo. Comunità, famiglie e singoli credenti hanno riscoperto la gioia della condivisione e la bellezza della solidarietà. Eppure non basta: il mondo continua a generare nuove forme di povertà spirituale e materiale che attentano alla dignità delle persone”. E proprio per tale motivo, prosegue Francesco, “la Chiesa dev’essere sempre vigile e pronta per individuare nuove opere di misericordia e attuarle con generosità ed entusiasmo. Poniamo, dunque, ogni sforzo per dare forme concrete alla carità e al tempo stesso intelligenza alle opere di misericordia. Quest’ultima possiede un’azione inclusiva, per questo tende ad allargarsi a macchia d’olio e non conosce limiti. Questo è il tempo della misericordia. È il tempo della misericordia per tutti e per ognuno, perché nessuno possa pensare di essere estraneo alla vicinanza di Dio e alla potenza della sua tenerezza; perché quanti sono deboli e indifesi, lontani e soli possano cogliere la presenza di fratelli e sorelle che li sorreggono nelle necessità; perché i poveri sentano su di sé lo sguardo rispettoso ma attento di quanti, vinta l’indifferenza, scoprono l’essenziale della vita; perché ogni peccatore non si stanchi di chiedere perdono e sentire la mano del Padre che sempre accoglie e stringe a sé”. Poi il Pontefice ha parlato anche di una nuova celebrazione contenuta all’interno della Lettera Apostolica, la decisione di celebrare “in tutta la Chiesa, nella ricorrenza della XXXIII Domenica del Tempo Ordinario, la ’Giornata mondiale dei poveri’, degna preparazione per vivere la solennità di Cristo Re dell’universo. Sarà una Giornata che aiuterà le comunità e ciascun battezzato a riflettere su come la povertà stia al cuore del Vangelo e sul fatto che, fino a quando Lazzaro giace alla porta della nostra casa, non potrà esserci giustizia né pace sociale. Questa Giornata costituirà anche una genuina forma di nuova evangelizzazione, con la quale rinnovare il volto della Chiesa nella sua perenne azione di conversione pastorale per essere testimone della misericordia”.

    M.