75° ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DELLA CITTÀ DI POMEZIA ILSALUTO DEL SUBCOMMISSARIO

    Continuano i festeggiamenti per la fondazione della città a Pomezia. Presente anche il Sub Commissario Antonio Tedeschi.

    «Sono molto onorato di rappresentare la città di Pomezia in questa sala, in occasione del suo 75° anniversario.

    Sono anche un poco orgoglioso di portare questa fascia tricolore che è per me non solo un onore ma soprattutto lo stimolo e l’impegno a far bene per i cittadini di Pomezia.

    Nel ricordare oggi questo numero – 75 – non possiamo non pensare a qualcosa di antico, di superato, di antiquato.

    Un persona di settantacinque anni sembra a noi una persona che ha dato tutto alla vita e si sta godendo un meritato riposo.

    Così non è, e non solo perché il nostro Presidente della Repubblica ha da tempo superato quell’età ma, soprattutto, perché per questa città il numero 75 ha un ben diverso significato.

    Il 25 aprile 1938 non è dunque una data lontana, persa nei lunghi percorsi della storia, ma la sentiamo ancora vicina a noi.

    Quel 25 aprile rimane un giorno importante per la storia di Pomezia, un giorno che abbiamo il dovere di ricordare.

    E’ con questo spirito che dobbiamo rievocare quel giorno.

    Vivere il 25 aprile significa sentirsi legati intensamente a tutta la comunità cittadina.

    In particolare dobbiamo celebrare la nostra coesione sociale, di cui si avverte sempre più una forte necessità quale fattore di stabilità politica e presupposto del progresso economico – tanto più in tempi difficili come quelli che stiamo attraversando. La coesione sociale costituisce il risultato di un processo che va sostenuto quotidianamente, sia da parte delle Istituzioni, chiamate a cooperare lealmente e fattivamente, sia con iniziative volte ad una sempre più convinta affermazione del principio della legalità.

    Ma, in questo giorno non possiamo sottacere l’impegno giovanile, per due ordini di ragioni.

    La nostra storia ha sempre avuto quali artefici e protagonisti i giovani. Giovani che con il loro entusiasmo e la loro ferma determinazione hanno, a costo della loro stessa vita, disegnato il futuro degli italiani.

    Ed oggi noi contiamo, vogliamo far leva proprio su quella stessa emozione dei giovani di allora, su cui si alimenta la volontà del futuro, su quella scoperta della libertà come strumento del cambiamento e delle innovazioni.

    Ma, soprattutto, non dobbiamo trascurare che le giovani generazioni di oggi sono eredi delle giovani generazioni del passato e segneranno la vita del domani. Ed è per ciò che oggi le vogliamo protagoniste, più che mai attive, della condivisione di questa giornata nel pieno rispetto del riconoscimento delle autonomie locali così come disegnate dalla nostra Costituzione.

    Auspichiamo, pertanto, che questa giornata possa, pur nelle difficoltà che Pomezia sta attraversando, contribuire alla formazione di quella coscienza unitaria ispirata ai più elevati valori della democrazia e della libertà».