APE AL PALO, CGIL E UIL: ’UN RITARDO INSOSTENIBILE: AD UN MESE DALL’APPROVAZIONE I PROVVEDIMENTI NON SONO STATI PUBBLICATI SULLA GAZZETTA UFFICIALE’

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    A lanciare l’inquietante allarme, non senza preoccupazione, è Roberto Ghiselli, segretario confederale della CGIL, il quale esorta nel minor tempo possibile il governo a rendere operativi tutti quei provvedimenti approvati, utili al pensionamento anticipato. “La situazione è insostenibile – denuncia il sindacalista – A un mese dalla scadenza dei termini per la presentazione delle domande per accedere all’Ape sociale e alle misure per i lavoratori precoci, ancora non sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale i relativi decreti. In questo modo si rischia di compromettere l’accesso al diritto a decine di migliaia di lavoratori, tutti con alle spalle lunghi anni di lavoro, disoccupati, invalidi o che assistono persone non autosufficienti. Per non parlare dei disagi che la ristrettezza dei tempi comporterà per i lavoratori, le loro imprese e le strutture dei servizi, per la predisposizione della documentazione”.Ma Ghiselli va fino in fondo alla questione: “la fase uno del confronto sulle pensioni non si riesce a chiudere in modo positivo ma nei fatti, non decolla neanche la fase due in cui si dovrà parlare di giovani, flessibilità in uscita, lavoro di cura, previdenza complementare e di rivalutazione delle pensioni, trovando anche soluzioni definitive per altre annose situazioni ancora non risolte”. Un ritardo quello del governo, che accende anche Domenico Proietti, segretario confederale Uil: “A tre settimane dalla firma del premier Gentiloni dei decreti attuativi di Ape sociale e pensione anticipata per i quota 41, questi non sono stati ancora pubblicati sulla gazzetta ufficiale – osserva Proietti- È un fatto molto grave che necessita di una riflessione urgente sul funzionamento delle magistrature e delle burocrazie dello Stato italiano. Tale ritardo comporta un danno per migliaia di cittadini che vedono ristretti i tempi per presentare la domanda e accedere alle opportunità che la nuova normativa previdenziale, varata con l’ultima legge di bilancio, introduce. Si impone a tutti – afferma quindi il sindacalista – uno sforzo per dare il massimo delle informazioni ai lavoratori ed alle lavoratrici al fine di colmare i disagi che questo inspiegabile ritardo sta comportando”.
    M.