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Autonomia, Salvini l‘addolcisce in versione ‘4.0’, ma i comitati veneti insorgono contro lo ‘Stato strozzino’

Per anni, a ragione, si è parlato del nord-est della Penisola come della ‘locomotiva d’Italia’: fabbriche, aziende, export in tutto il mondo e, complice un tasso di disoccupazione al minimo, tenore di vita sicuramente migliore rispetto ad altre regioni del Paese,

Di contro, se al Centro sono per lo più i ministeri e la Pa ad assicurare una buona fonte di redditi, al Sud  invece – complice la ‘desolazione industriale – la maggior parte dei cittadini sopravvive grazie agli aiuti di Stato, Rdc in primis, che in un centro senso finisce anche per fungere da ‘strumento di controllo’ rispetto alla gestione dell’ordine pubblico.

Tuttavia lo Stato ‘costa’ e, per forza di cose, le tasse hanno finito per ‘castigare’ i commercianti, fino a ‘tarpare le ali’ proprio alle maggiori industrie, nel frattempo drammaticamente colpite dall’avvento del conflitto in Ucraina e dal conseguente vertiginoso aumento  di gas ed elettricità.

E se, malgrado le ‘chiacchiere’, ancora oggi il tanto anelato ‘spirito europeo’ agognato dai nostri politici pare ogni giorno più distante dalla popolazione, addirittura, al nord, continua ad accentuarsi il desiderio di autonomia proprio da parte della ‘Locomotiva d’Italia’.

Salvini ‘cerca’ di proporre il suo concetto di ‘Autonomia 4.0’, ma lo ‘zoccolo duro’ non accetta ‘compromessi’

Una questione lungamente cavalcata dalla Lega, rispetto alla quale oggi più che mai è costretta a dover fare i conti. Del resto, già nel 2017, anche da buona parte dell’area ‘ex padana’, il tema dell’autonomia differenziata, giace ancora all’interno dei referendum raccolti a gran richiesta.

E ieri, a Verona, Salvini dal palco non ha potuto fingere di ignorare la questione, riprendendola affrettandosi però a delegarla al fido Zaia “Ringrazio Luca, perché se portiamo a casa l’Autono mia è grazie a lui e ci siamo quasi”, ha affermato il leader del Carroccio, che ha continuato, “L’autonomia fa bene al Veneto, ma fa bene anche ai cittadini della Calabria e della Puglia, vuol dire riconoscere il merito”. Salvini infatti ha così cercato di dare all’autonomia una visione meno ‘nordista’ (definendola ‘4.0’), in fondo, il concetto, è se le regioni riusciranno ad essere virtuose grazie all’autonomia, i soldi risparmiati potranno quindi essere utilizzati anche a vantaggio di altre regioni, come per gli ospedali del Sud.

Autonomia: i comitati del Veneto si sentono traditi ed accusano lo Stato di ‘strozzinaggio’

Un discorso in realtà distante anni luce dalla prima autonomia, quella targata Bossi, che ancora oggi i comitati base sono intenzionati a seguire. Non a caso, tornando quindi ad accusare lo Stato di ‘strozzinaggio’, rispetto regioni del nord, il responsabile dei Comitati dell’Autonomia del Veneto, Paolo Franc (ex senatore leghista), ha tenuto a rimarcare che “Finalmente  si può leggere una bozza della cosiddetta ‘legge quadro’ sull’Autonomia, dopo quasi cinque anni dai referendum di Lombardia e Veneto e dalla richiesta dell’Emilia-Romagna. Io se dovessi dare un titolo a questa bozza la chiamerei ‘l’Autonomia tradita’”.o

Autonomia, i comitati del Veneto: “Argomenti ignorati da lustri, porteranno ad una ulteriore dilazione dei tempi per la riforma”

Secondo Franco “si sta procedendo all’interno di una legge quadro che invece di attuare, vìola e deforma quanto previsto in Costituzione”. Per non parlare poi dei contenuti, “Primo, la questione dei cosiddetti Livelli Essenziali delle Prestazioni. La ‘legge quadro’ prevede che, per quanto riguarda alcune materie, prima di poter procedere con la loro devoluzione dallo Stato alla Regione devono essere determinati i Lep, che dovevano già essere individuati da alcuni lustri, mentre doverli identificarli oggi, per settori come sanità, assistenza, istruzione e trasporto pubblico locale, porterà a ulteriore dilazione dei tempi per la riforma“.

Autonomia, i comitati del Veneto: “Alla Regione interessata non verrà attribuita una corrispondente compartecipazione finanziaria”

Inoltre, sempre attenendosi alla figura di uno “Stato strozzino”, tiene ancora a ribadire l’ex senatore leghista, “La questione delle spese e delle risorse. Le prime corrispondono alla spesa sinora sostenuta dallo Stato, le seconde dovranno essere reperite tra i tributi propri della Regione e la compartecipazione regionale sui tributi erariali. Con la riforma prevista nella legge quadro alla Regione interessata non verrà attribuita una corrispondente compartecipazione finanziaria e dovrà reperire ulteriori risorse dalla propria fiscalità, in altre parole applicare altre tasse ai suoi cittadini“.

Autonomia, i comitati del Veneto: “Un procedimento permette allo Stato di agire anche indipendentemente dal consenso della Regione”

Dunque, il responsabile dei Comitati dell’Autonomia del Veneto, avverte circa quello che ‘rischio’ dover arrivare a cambiare l’intesa raggiunta, “con un procedimento previsto, che permette allo Stato di agire anche indipendentemente dal consenso della Regione. In conclusione penso siano evidenti le questioni di incostituzionalità di questa ‘legge quadro’, ulteriormente rafforzate dai contenuti contrari allo spirito della Costituzione che prevede la sussidiarietà“.

Autonomia, i comitati del Veneto: “A Roma hanno paura che la richiesta di autonomia prenda poi piede in altre regioni”

Quindi, denuncia infine Franco, “Siamo di fronte al vero e proprio rifiuto della politica nazionale di valorizzare le autonomie, a Roma temono che l’autonomia possa dimostrare quanto sia dannoso e pesante il giogo che burocrazia e del centralismo, vogliono continuare a mantenere addosso ai cittadini, avendo paura che la richiesta di autonomia prenda poi piede in altre regioni“.

Insomma la situazione non è affatto così semplice come potrebbe – o un tempo – poteva sembrare. Le recenti situazioni geo-politiche rischiano infatti di ridisegnare completamente gli equilibri economici , soprattutto a livello europeo, ed il Paese – nonostante le allocazioni del Pnrr – al momento non sembra garantire quella compattezza (prima politica e poi economica) tale da poter prevedere una ‘serena ridistribuzione’ di fondi. La questione dell’Autonomia da una parte espone pericolosamente Salvini rispetto agli stilemi del centrodestra mentre, dall’altra, rischia di concorrere ad un ulteriore ‘scollamento’ dall’Europa, proprio in una fase dove invece è purtroppo fondamentale esserci…

Max