BCE, CONSIGLIO CHIAMATO AL VOTO SUL QE di Andrea Ubertini

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    Il Qe (quantitative easing) è pronto finalmente ad andare ai voti e punta a far risalire l’inflazione rilanciando domanda e crescita. Un modo per affrontare il gap di bilancio della Bce di circa 2.000 miliardi di euro che Draghi vuol riportare a quota 3.000 per risollevare l’inflazione scesa sotto zero. Il Presidente della Bce avrebbe fatto arrivare alla Banca centrale europea un piano di acquisti di bond con un potenziale da 1.100 miliardi di euro, attraverso acquisti mensili da 50 miliardi che durerebbero per un minimo di 12 mesi e sarebbero in centrati in titoli di stato. 

    Contraria è la Germania. La cancelliera tedesca, Angela Merkel, è alle prese con una parte di opinione pubblica interna ostile a quello che l’ex consigliere esecutivo tedesco Juergen Stark ha descritto come un aiuto nascosto ai paesi indebitati con la scusa della deflazione. Intanto ha però dato nei giorni scorsi un prudente via libera, con la raccomandazione che l’aiuto non influisca sugli sforzi di riforma degli Stati. Per evitare un muro contro muro con la Germania, si metterebbe a carico delle banche centrali nazionali almeno una parte del rischio dei titoli comprati. Si cercano quindi accordi sulla parte da non condividere, che andrebbe comunque incontro ai paesi “debitori”, tra cui l’Italia di Matteo Renzi che ha chiesto allo stimolo monetario della Bce “un messaggio in una nuova direzione” per la crescita.
    Tutto sarà deciso durante il consiglio delle prossime ore dal voto dei 25 membri del consiglio Bce. E’ prevedibile già da ora un voto contrario da parte del consigliere tedesco Jens Weidmann, che potrà contare quasi certamete sull’appoggio di Sabine Lautenschiager, del comitato esecutivo, e Klaas Knot della Banca d’Olanda. Tra gli scettici si trova il Lussemburgo, in compagnia dei governatori di Lettonia, Lituania e Slovacchia. Draghi sta cercando di persuadere le parti meno convinte ad un voto favorevole, nella speranza di mostrare ai mercati un consiglio che non sia spaccato in due.