CONTRATTO METALMECCANICI, FEDERMECCANICA PROVA A SMUOVERE LE ACQUA LANCIANDO UNA PROPOSTA CHE I SINDACATI APPREZZANO: ‘PASSO AVANTI MA NON BASTA’

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    “Vogliamo aprire una stagione collaborativa”, così Fabio Storchi, presidente di Federmeccanica, commentando la proposta indirizzata ai sindacati con l’intenzione di ‘smuovere’ il ristagno in cui giace la contesa sul rinnovo dei contratti: adeguamento dei salari all’inflazione a consuntivo per tutti i lavoratori metalmeccanici ma con un meccanismo a scalare: 100% nel 2017, 75% nel 2018 e 50% nel 2019 e rafforzamento degli elementi di welfare. Sul tavolo anche il recupero dell’inflazione pagata in più, 73 euro, nel triennio 2013/15.  Sulla base dell’indice Ipca elaborato dall’Istat, ad oggi, la proposta complessiva che Federmeccanica ha messo sul tavolo delle trattative, tra calcolo a consuntivo dell’inflazione con un meccanismo a scalare, welfare contrattuale e welfare aziendale, dovrebbe portare benefici ai lavoratori di oltre 50 euro netti alla fine dei tre anni. “Siamo all’ultimo metro. Abbiamo presentato una proposta migliorativa e riteniamo che ci siano da qui in poi risicati margini di trattativa” ha aggiunto Fabio Storchi, al termine dell’incontro. “La nostra proposta intende spostare il baricentro della contrattazione in azienda aumentando il salario e il welfare aziendale e contrattuale per consentire di ridurre i costi per le imprese e aumentare i benefici per i lavoratori”, aggiunge. Per Maurizio Landini, leader Fiom, si tratta “un passo avanti ma sul salario ancora insufficiente. Non possiamo infatti accettare la riduzione programmata del potere d’acquisto dei lavoratori attraverso il decalage del recupero dell’inflazione che Federmeccanica propone”. La Fiom per questo guarda al nuovo round del 12 ottobre come ad un “momento importante per verificare la possibilità di arrivare a una conclusione positiva e condivisa della vertenza, affrontando tutte le tematiche che nei mesi scorsi sono state oggetto di negoziato”. Anche Marco Bentivogli, leader Fim, parla di un “passo avanti ma insufficiente”. “Il recupero inflattivo – aggiunge – deve essere riconosciuto in pieno, e per tutti, con le basi di calcolo condivise nei contratti precedenti. Se l’inflazione si da’ a consuntivo dopo 18 mesi, bisogna riconoscere gli arretrati con meccanismi di tutela, altrimenti troppi mesi senza tutela di potere d’acquisto restano pesantemente scoperti”. “Sicuramente – gli fa eco il leader Uilm, Rocco Palombella – è una proposta diversa da quella del 22 dicembre scorso. Però il decalage previsto per il recupero a consuntivo dell’inflazione è una cosa che non possiamo accettare. Quella di oggi dunque è una base di discussione ma non è la proposta che ci aspettavamo. Non si possono scambiare aumenti per tutti con un rafforzamento del welfare contrattuale”.