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    Csel, la scuola il comparto con l’anzianità di servizio più bassa, 12 anni contro una media di 16,6

    (Adnkronos) –
    È il comparto istruzione e ricerca quello che conta il maggior numero di nuove leve nel vasto mondo della pubblica amministrazione italiana. Complice l’imponente numero di cattedre assegnate nell’ambito dei concorsi pubblici che si sono susseguiti dal 2015 ad oggi, mediamente i docenti e il personale amministrativo che animano il mondo della scuola e delle università italiane hanno una anzianità di servizio di circa 12 anni, poco meno della metà rispetto a quella dei dipendenti dei ministeri, delle agenzie fiscali e degli enti pubblici non economici come Inps o Inail, i cui dipendenti sono entrati in servizio mediamente più di 23 anni fa.  

    In mezzo a questi due estremi si collocano il comparto funzioni locali (23,4 anni di anzianità di servizio media), quello della sanità (17,5 anni), comparto autonomo e fuori comparto (con funzionari mediamente in servizio da poco meno di 19 anni) e il personale in regime di diritto pubblico, che conta su una forza lavoro che in media riveste il proprio ruolo da 21 anni.  

    Sono alcuni dei dati che emergono da un’elaborazione di Centro Studi Enti Locali (Csel), per Adnkronos, basata sui dati raccolti dal ministero dell’Economia e delle Finanze nell’ambito della rilevazione del Conto annuale del personale della pubblica amministrazione. I più recenti dati disponibili, riferiti al 2021, dipingono un mondo pubblico popolato, nel suo complesso, da dipendenti che hanno mediamente 50 anni e sono in servizio, sempre in media, da 16,6 anni.  

    Le donne superano gli uomini in numero in quasi tutti i comparti, eccezion fatta per comparto autonomo o fuori comparto e per il personale in regime di diritto pubblico. Globalmente, nel 2021, erano al servizio delle amministrazioni pubbliche 1 milione e 914.340 donne e un milione e 324.404 uomini. Le prime superano i secondi anche in età media: 50,2 anni contro i 49,3 dei colleghi di sesso maschile.
     

    Suddividendo in tre blocchi i dipendenti pubblici (under 30, 30-50 anni e over 50) emerge che oltre la metà degli stessi, ben 1 milione e 794.715 persone, pari al 55% del totale, appartiene a quest’ultima fascia. Un milione e 288.740 dipendenti rientrano nel blocco che va da 30 a 50 anni (40% del totale) mentre la percentuale degli under 30 è ferma al 5% del totale e conta soltanto 155.289 persone. Quasi 4mila i dipendenti che hanno più di 68 anni.
     

    Analizzando i dati ancora più nel dettaglio e procedendo a un’analisi per fasce di età più ristrette, emerge che il quinquennio più ‘popoloso’ nel mondo pubblico è che quello che va da 55 a 59 anni. Quasi 670mila i dipendenti che hanno un’età compresa in questo range, praticamente uno su cinque (21%). Poco distante il quinquennio che va da 50 a 54 anni, che conta 597.467 esponenti, pari al 18%. Scendendo ancora, troviamo la fascia 45-49 (15%), 60-64 (13%), 40-44 (11%), 35-39 (8%), 30-34 (6%), 25-29 (4%).