DA MACERATA A FRATTAMAGGIORE: IL TEMA DELLA SICUREZZA DIVIDE I LEADER POLITICI

    I fatti seguiti all’omicidio di Pamela, con Macerata al centro della vicenda, e la reazione di un gioielliere del napoletano, che ha reagito uccidendo uno dei rapinatori, hanno prepotentemente rilanciato il tema della sicurezza, forse tra quelli fin qui forse ’trascurati’ dalla maggior parte degli schieramenti impegnati nella campagna elettorale. In sostanza, immigrazione e legittima difesa tornano ad animare il già caotico dibattito politico, costringendo i vari leader a dover chiarire la loro posizione. Ovviamente se, per l’ennesima volta Salvini ribadisce l’urgenza di potersi difendere, Di Maio sottolinea l’incapacità dello Stato di non riuscire a garantire la sicurezza ai suoi cittadini. Dal canto suo Berlusconi sottolinea l’incapacità dei governi di sinistra in merito alla gestione dell’immigrazione, mentre Renzi esprime la sua preoccupazione per il rischio di una “deriva pistolera”. Come ha spiegato il leader del Carroccio intervenendo a ’In mezz’ora’ sui fatti di Frattamaggiore, “Non esiste l’eccesso di legittima difesa, deve essere l’ultima possibilità ma se la mia vita o quella dei miei figli è a rischio devo difendermi”. Quanto poi al raid di Luca Traini a Macerata, Salvini ha affermato che “La sinistra è da settimane che, avendo fallito al governo, si inventa del pericolo del razzismo e ha insistito su Macerata. Veramente si pensa che stiamo correndo il rischio del ritorno dei fascisti o dei comunisti? Io penso che il problema sia il terrorismo islamico o la disoccupazione, fascismo e comunismo sono morti, sono stati sconfitti”. Una lettura rispetto a quanto avvenuto nella città marchigiana, in parte condivisa anche dall’alleato Berlusconi: “sono sulla linea Salvini: il fascismo è morto e sepolto, storicizzato. Questo è stato il gesto di qualcuno non a posto con la testa, squilibrato, non si deve attribuire una motivazione politica. Vediamo ogni giorno che cosa succede in Italia – ha sottolineato ancora il leader di FI – per colpa dei governi della sinistra non è stato attuato alcun controllo sull’immigrazione. In Italia ci sono almeno 630mila stranieri di cui solo un 5% scappati da una situazione di guerra, morte e persecuzione cui riconoscere lo status di rifugiati”. Doppiamente toccato da quanto accaduto a Frattamaggiore, nella sua terra natale, Di Maio rimarca che “E’ uno Stato incivile – ha detto – quello che non mette in condizioni un cittadino di sentirsi sicuro, costringendolo ad armarsi per colpire i suoi rapinatori, e per questa ragione nel nostro programma vogliamo parlare prima di tutto di 10mila assunzioni nelle forze dell’ordine, perché abbiamo i soldi per farle. Hanno messo in ginocchio la nostra polizia e adesso siamo alla guerra sociale, nella quale i cittadini si devono difendere da soli. Mettiamo più risorse nelle forze dell’ordine – ha osservato infine Di Maio – e abbassiamo l’età media. Ci servono soldi, non riforme: ci sono 30 miliardi di sprechi da recuperare”. Il segretario del Pd infine, tiene invece a sottolineare con preoccupazione la posizione della Lega: “Quando uno a fronte di una pallottola che arriva sulla sede del Pd – riferendosi a quanto accaduto a Macerata – non avverte la necessità di dare solidarietà al Pd ed in qualche misura non fa sentire il calore e la solidarietà necessaria, voi vi rendete conto che la deriva pistolera rischia di creare dei danni al Paese”. Ma al momento, aldilà delle rispettive opinioni, dai vari leader non abbiamo però ancora sentito proposte in merito…
    M.