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Evasione fiscale cos’è: differenze con elusione fiscale, limiti contanti 1 Luglio 2020, sanzioni penali, antiriciclaggio, verifiche Uif e Agenzia Entrate

Ultimo aggiornamento 14:42

In questi giorni, con l’entrata in vigore della norma che prevedere una limitazione dell’uso dei contanti e anche degli importanti incentivi per l’uso dei Pos, si sta parlando molto delle motivazioni da cui scaturisce questo tipo di provvedimento. Quali?

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Quelle di dare un freno alla evasione fiscale e di controllare le forme di riciclaggio più in generale. Ma alcuni confondono l’evasione con l’elusione. Infatti che cosa si intende con questi due termini e quali sono le differenze?

Cos’è l’evasione fiscale e cos’è l’elusione fiscale? Andiamo a vederci chiaro più da vicino.

Evasione fiscale cos’è: e cos’è invece l’elusione fiscale

L’evasione fiscale può essere ricordata come un comportamento che punta ad occultare e a contrastare il prelievo fiscale.

A differenza dell’evasione, invece, l’elusione fiscale è il comportamento di per sé lecito messo in pratica dal contribuente per ridurre l’obbligazione tributaria, vale a dire una serie di iniziative e azioni che hanno come scopo quello di aggirare le leggi a proprio vantaggio.

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L’elusione non implica sanzioni penali, ma solo di tipo amministrativo, mentre l’evasione fiscale può essere sanzionata sia sul piano penale che amministrativo.

aggiornamento ore 1.45

I numeri dell’evasione fiscale: 100 miliardi l’anno

I numeri dell’evasione fiscale sono pazzeschi dal momento che si aggirano attorno ai 100 miliardi l’anno, vale a dire oltre il 12% del PIL.

E’ la ragione per la quale occorre una riforma fiscale con misure che puntano a scoraggiare i comportamenti illeciti e, nel generale, comunque, a cambiare lo stile di vita di tanti.

L’obiettivo è quello di incoraggiare all’uso dei pagamenti elettronici ed è per questo che i commercianti e artigiani possono ottenere incentivi per l’uso del Pos.

Queste  nuove misure limitano solo i pagamenti ufficiali, del resto, e non possono intervenire su tutto quello che avviene in “nero”.

La stessa limitazione del contante, come molti hanno sottolineato, viene superare con la pratica dei pagamenti frazionati, con multipli delle soglie introdotte.

E’ chiaro che i movimenti dei conti correnti sono soggetti a verifiche dell’agenzia delle Entrate, che ha libero accesso a tutti i dati bancari per analisi di tipo tributario.

aggiornamento ore 9.46

Verifiche vengono fatte anche dall’Unità di informazione finanziaria (Uif) della Banca d’Italia, per quanto concerne le norme sull’antiriciclaggio. In caso di movimenti alti di contanti o sospetti, l’operatore bancario può richiedere le motivazioni del prelievo o l’origine dei soldi.

Un elemento di sospetto è di norma il ricorso frequente o ingiustificato a operazioni in contante, e nel dettaglio, il prelievo o il versamento in contante di importi non in linea con l’attività del cliente.

Nell’annata passata l’Uif ha analizzato molto chi movimenta contanti, tra prelievi e versamenti, di oltre 10.000 euro in un mese anche con più operazioni di importo minore, ma comunque superiore a 1.000 euro.

aggiornamento ore 14,41