FUMATA BIANCA: FINALMENTE IL CINEMA AMERICA SI APPRESTA A TORNARE A NUOVA VITA

    Una buona notizia che i ragazzi del Cinema America.hanno tenuto a diffondere immediatamente: “Oggi, presso il Dipartimento Patrimonio, Sviluppo e Valorizzazione di Roma Capitale, è stato finalmente firmato il contratto con canone ’agevolato’ e di autorecupero per la concessione dell’immobile per 12 anni. Ora il Cinema Troisi è pronto per iniziare i lavori con apertura prevista il 31 Ottobre 2018. La firma – spiega ancora la nota – è avvenuta dopo 1789 giorni dalla chiusura e abbandono del Cinema Troisi – proseguono – dopo 1056 giorni dalla ri-presa in possesso dei locali da parte di Roma Capitale, fino ad allora occupati dalla Mediaport SRL di Giorgio Ferrero, dopo 653 giorni di carte bollate e protocolli dall’aggiudicazione provvisoria del Piccolo Cinema America al bando per la gestione della medesima struttura, dopo il primo processo di conformità statica, urbanistica ed edilizia che Roma Capitale ha concluso su un proprio immobile e dopo il reperimento di tutti i permessi e pareri tecnici (Soprintendenza, Vigili del Fuoco, Pubblico Spettacolo) per l’approvazione del progetto di restauro e risanamento edilizio proposto dal Piccolo America. Tutto il lavoro è stato economicamente a carico dell’associazione Piccolo Cinema America e mai della proprietà, ovvero Roma Capitale – proseguono i ragazzi – Un formidabile lavoro di squadra tra gli uffici amministrativi dei dipartimenti di Patrimonio (dottor. Politano), Urbanistica (Arch. Di Nola) e Cultura (Dott.ssa Senofonte), il funzionario dell’ufficio Bandi Piero Malenotti e i ragazzi del Cinema America. A loro, all’avv. C.Giangiacomo ed agli architetti R. Moscaggiuri e C. Tombini, va il ringraziamento dell’associazione. Dal canto suo presidente Ass. Piccolo Cinema America, Valerio Giuseppe Carocci, ha affermato che “Tutto questo è avvenuto nel totale silenzio e disinteresse di ogni componente politica di governo comunale. Nel corso degli anni l’immobile e` stato oggetto di diversi interventi che, per esigenze tecniche, ne hanno alterato le caratteristiche, anche formali, rendendo necessarie e obbligatorie consulenze legali per pratiche in sanatoria, anche presso la Soprintendenza Speciale Archeologica Belle Arti e Paesaggio di Roma e verifiche presso il Dipartimento Urbanistica di Roma di Roma Capitale, finalizzate all’attestazione della conformità statica, edilizia e urbanistica della struttura. Tali attestazioni – continua Carocci – hanno reso necessaria una nuova redazione di certificato di idoneità statica e di verifica della resistenza al fuoco di elementi costruttivi, nonché´ la previsione dell’adeguamento dell’intera struttura alle normative vigenti. A detta dei funzionari che abbiamo incontrato, Roma Capitale non aveva mai effettuato un processo di risanamento urbanistico ed edilizio di un proprio immobile, basti pensare che anche il Teatro Valle è chiuso per lo stesso motivo o che del campo Testaccio ogni tanto non si ritrovano nemmeno le chiavi… L’80% degli immobili di Roma Capitale presentano le stesse problematiche del Troisi”. Insomma viene così premiato il forte impergno profuso per sostente il progetto, da parte dell’associazione ’Piccolo Cinema America’ che, la scorsa estate ha raccolto donazioni per circa 30mila euro, sensibilizzando il pubblico di Piazza San Cosimato, le personalità del mondo dello spettacolo, ed il web. Non ultimo, anche l’accordo trovato con la Società Italiana degli Autori ed Editori (Siae), a sostegno del progetto di digitalizzazione della sala, e con altri diversi enti, sulla base di contratti di sponsorizzazione per un totale di 100mila euro. Infine, seguendo i dettami contenuti all’interno del piano straordinario per la riattivazione di sale storiche dismesse – previsto dalla riforma del cinema del ministro Franceschini – l’associazione (che ha annunciato di avere da parte circa 170mila euro da investire nel progetto), ha richiesto al Mibact stesso un contributo. Dunque, prossimi a ’restituire’ il Cinema Troisi alla città, qualora giungesse loro il contributo del Mibact, l’associazione ha annunciato che rinuncerà al canone di autorecupero attualmente concordato con il Comune.
    M.