KABUL – KAMIKAZE UCCIDONO 40 PERSONE. I TALEBANI RILANCIANO LA LORO OFFENSIVA DI PRIMAVERA: ‘CONTRO GLI INVASORI STRANIERI E I LORO SERVITORI’

    mali-militia-770x514.jpg (770×514)

    Spento il rogo il cui fumo acre ha inghiottito i resti di almeno 40 persone (327 i feriti), la conta del disastrosobilancio dell’attentato kamikaze condotto questa mattina con un camion bomba in centro a Kabul, vicino al palazzo presidenziale e al ministero della Difesa, fa paura.  Basir Mujahid, portavoce della polizia di Kabul, ha spiegato ai media che a portare a segno l’attentato sono statidue uomini: il primo si è fatto esploderecon il camion bombae l’altro ha ingaggiato una sparatoria con le forze afghane che lo hanno ucciso. L’attentato kamikaze, sferrato alle 8.50 (ora locale) e seguito da una sparatoria, è stato rivendicato dai Talebani: ’’L’esplosione ha causato molti danni al governo’’, ha detto il portavoce dei Talebani, Zabihullah Mujahid, ad Al Jazeera. ’’Dopo la prima esplosione, alcuni mujahideen sono entrati nella sede della Direzione, hanno combattuto e hanno inferto pesanti perdite al nemico’’, ha scritto Mujahid su Twitter. “Con l’avvento della primavera è di nuovo tempo per noi di rinnovare la nostra determinazione al jihad”, il consiglio direttivo degli insorti conferma sul sito ’Islamic Emirate of Afghanistan’ la cruenta offensiva lanciata dai talebani circa una settimana fa. E l’attentato kamikaze di Kabul rientrerebbe in tali piani che, gli insorti hanno dedicato al mullah Omar, il defunto leader talebano grazie a cui, sottolineano gli insorti: “venne pacificato il 95% del territorio della nostra nazione da malvagità, corruzione e oppressione”. Nel comunicato i talebani precisano che il loro obiettivo prevede la “sconfitta incondizionata e il ritiro degli invasori stranieri e dei loro servitori interni dall’Afghanistan”. A tal proposito, proseguono nella nota, l’offensiva prevede “attacchi su larga scala contro le posizioni dei nemici nel Paese”, ma anche operazioni di “martirio” e omicidi dei “comandanti nemici nei centri urbani”. Lo scopo è “far impantanare il nemico in una guerra di attrito che abbassi il morale degli invasori stranieri e delle loro milizie armate”.

    M.