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Kiev e Mosca, mentre cresce la tensione, Di Maio, Scholz e Johnson in missione diplomatica. Il G7: dure sanzioni per la Russia

Le ultime ore non lasciano certo presagire nulla di buono rispetto alla crisi che sta pericolosamente acuendo le distanza fra Mosca e Kiev anche se, come vedremo, la diplomazia internazionale si sta mobilitando cercando di fare quanto più possibile per non dover arrivare ‘al peggio’.

Per quel che l’Italia può fare in resto senso, poco fa dalla Farnesina hanno reso noto che il nostro ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, domani dovrebbe volare  a Kiev per cercare di capire meglio la situazione, così da individuare eventuali margini una trattativa fra la Russia e l’Ucraina.

Di Maio a Kiev, quando nella prima ondata Covid lodò gli ‘amici cinesi’ per le mascherine e una decina di medici russi

Certo è che, con gli Usa pronti a schierare i propri uomini in risposta ai 130mila militari russi ammassati al confine, non sappiamo quanto e come influirà questa visita del nostro ministro Di Maio il quale, in occasione della prima ondata Covid in Italia, ebbe più volte modo di rimarcare “l’ottimo rapporto con gli ‘amici’ cinesi”, per una ‘manciata’ (un cargo aereo) di mascherine che c inviarono e, allo stesso modo, venne salutato come un ‘evento’ l’arrivo di una decina fra medici ed operatori russi, che concorsero ad ‘igienizzare’ un’area del Nord.

Crisi Mosca-Kiev: la Commissione Ue si ‘prepara al peggio’, lavorando da ora alla gestione dei rifugiati ucraini

Entrando invece con ‘serietà’ in merito agli eventi, dal canto suo la Commissione Ue, come ha informato la vice portavoce capo dell’esecutivo Ue, Dana Spinant, si sta cercando ‘anche’ di prepararsi al peggio, per non farsi trovare impreparata qualora, i russi attaccassero, dall’Ucraina si leverebbe una vera e propria ondata di rifugiati neo confronti dei vicini paesi europei, come la Polonia e l’Ungheria.

Crisi Mosca-Kiev: come spiega la portavoce della la Commissione Ue “Lavoriamo su tutti i possibili aspetti”

Come spiega infatti la Spinant, ”Oltre alle sanzioni il secondo binario del nostro lavoro è la preparazione. Lavoriamo su tutti i possibili aspetti che potrebbe comportare un’aggressione russa,  e le migrazioni e i rifugiati sono uno di questi aspetti. Saremo pronti per qualsiasi cosa accada e, a questo fine, lavoriamo con i nostri Stati membri. Il processo di preparazione è in corso: il nostro obiettivo è essere pronti per tutto quello che può succedere nel campo delle migrazioni, come in quello dell’energia“.

Crisi Mosca-Kiev, la portavoce Ue: “In questo momento siamo concentrati sul trovare una soluzione diplomatica”

A ogni modo, ha poi concluso la portavoce della Commissione Ue, “In questo momento, precisa la portavoce, siamo pienamente concentrati sul trovare una soluzione diplomatica e per la de-escalation. Se una soluzione diplomatica dovesse fallire, ci faremo trovare pronti. Non ci addentriamo ora nei dettagli del lavoro preparatorio in corso”.

Crisi Mosca-Kiev, i Paesi del G7: “Pronti ad imporre massicce sanzioni economiche e finanziarie per l’economia russa”

Dal canto loro attraverso i rispettivi ministri delle Finanze, i Paesi del G7 hanno avvertito che, nel caso in cui la Russia dovesse invadere l’Ucraina, Mosca andrebbe incontro a “massicce sanzioni economiche”. Come spiega abbastanza eloquentemente una dichiarazione congiunta, “Siamo pronti a mettere in campo una risposta rapida, coordinata e forte contro Mosca. Siamo preparati ad imporre congiuntamente sanzioni economiche e finanziarie che avrebbero conseguenze massicce e immediate sull’economia russa”.

Crisi Mosca-Kiev, i Paesi del G7: “Con il Fondo monetario internazionale garantiremo all’Ucraina un sostegno finanziario”

Di contro, informa ancora  il documento condiviso fra le Sette Grandi, il G7 si prefigge inoltre di mantenere un significativo sostegno finanziario nei confronti dell’Ucraina. Insieme al Fondo monetario internazionale”. Non a caso, viene rimarcato, “Già a partire dal 2014, il G7 ha fornito a Kiev 4 miliardi di dollari”.

Crisi Mosca-Kiev, il Cremlino: ”Attualmente i rapporti con gli Stati Uniti sono a un livello bassissimo”

Intanto, commentando le attuali relazioni che caratterizza il rapporto fra Stati Uniti e Russia, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha affermato che “sono a un livello bassissimo”. Come ha infatti riportato la Bbc, traducendo quanto dichiarato dal portavoce ai media russi, quei pochi canali aperti di dialogo, sono definibili come “rapporti bilaterali, si può parlare solo in negativo. Siamo a un punto molto, molto basso”. Tuttavia Peskov, ricordando che “solo un paio di anni fa non c’era dialogo, non c’erano contatti del genere”, ora fra i presidenti delle due super potenze “c’è dialogo, si parlano su altri fronti”.

Crisi Mosca-Kiev, domani la Duma di Stato russa dovrà esprimersi sull’autoproclamazione separatista di Donetsk e Luhansk

In tutto ciò, per domani alla Duma di Stato russa è atteso il voto sulla risoluzione presentata al Presidente Putin, attraverso la quale viene chiesto il riconoscimento nella Federazione russa, delle due regioni separatiste ucraine di Donetsk e Luhansk, che nel 2014 si sono praticamente autoproclamate Repubbliche indipendenti. Nello specifico sono due e distinte le risoluzioni presentate all’esame di Putin. Se una infatti, quella presentata dal Partito comunista, invoca a Putin il riconoscimento delle due Repubbliche, l’altra – espressa dal partito al potere di Russia unita – invita il Presidente, i ministri degli Esteri, e quelli della Difesa, alle consultazioni qualora fosse intenzionata a procedere.

Crisi Mosca-Kiev, entro 48 ore gli Stati Uniti sgombereranno il personale dell’ambasciata Usa nel capoluogo ucraino

Come ovvio che sia, vista l’aria che tira, senza troppi preamboli, la Cbs News ha informato che gli Stati Uniti stanno già pianificando, entro 48 ore, il trasferimento di tutto il personale interno all’ambasciata Usa di Kiev. Già lo scorso week-end, attraverso un ‘travel advisory’, il dipartimento di Stato ha provveduto al ritiro dal Paese di tutto il personale non essenziale dell’ambasciata. Nello specifico, parte del personale rimasto nell’ambasciata usa di Kiev, sarò spostato a Lviv in quanto, è stato motivato, “perché più vicini alle sedi diplomatiche e consolari degli Stati Uniti nei Paesi confinanti”.

Crisi Mosca-Kiev, il cancelliere tedesco Scholz incontra Zelenskiy e domani Putin: “Se la Russia attacca, sanzioni pesanti”

Oggi intanto a Kiev è arrivato Olaf Scholz, neo cancelliere tedesco il quale, prima di salire la scaletta dell’aereo ha dichiarato che “qualsiasi attacco da parte della Russia avrebbe portato a ‘sanzioni severe che abbiamo preparato con cura e che possiamo mettere in atto in qualsiasi momento”. Quindi il cancelliere ha commentato di questo suo viaggio come di “un tentativo di garantire la pace all’Europa“. Probabilmente, così come già annunciato dai paesi del G7, Scholz parlerà con il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy, di come la Germania possa aiutare l’economia ucraina. Poi, domani, il cancelliere partirà invece alla volta di Mosca dove, dopo aver avvertito che in caso di attacco andrebbe incontro a ‘conseguenze pesanti’, come già anticipato, chiederà a Putin ”segnali immediati di de-escalation’’.

Crisi Mosca-Kiev, anche il premier britannico Johnson in partenza con propositi ‘diplomatici’: “Credo in una de-scalation”

Infine, oltre ai viaggi di Di Maio, del cancelliere tedesco, ed all’appello firmato sia da Paesi del G7 che dall’Fmi, anche il premier britannico, Boris Johnson, ha annunciato una sua  missione diplomatica nel corso della quale, ha spiegato,  si recherà nei Paesi europei alla fine di questa settimana, nel suo tentativo di unire gli alleati occidentali di fronte alla situazione in Ucraina“. Un portavoce di Downing Street, ha rivelato che “c’è ancora un’opportunità per la de-escalation e la diplomazia, e il primo ministro continuerà a lavorare instancabilmente a fianco dei nostri alleati per convincere la Russia a fare marcia indietro”. Ma non solo, la diplomazia britannica è supportata anche da Liz Truss, ministra degli Esteri, che si avvia a recarsi in diverse capitali europee poi, sabato, interverrà  alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco dove, illustrerà le eventuali conseguenze  della crisi ucraina in merito alla sicurezza globale.

Max