Home SPORT CALCIO Kulusevski: “Alla Juve per Sarri, è molto simpatico”

Kulusevski: “Alla Juve per Sarri, è molto simpatico”

Ultimo aggiornamento 16:14

La corte è stata spietata e la decisione sofferta, alla fine Dejan Kulusevski ha optato per la Juventus. Il talento esploso nel Parma ha deciso di abbracciare il bianconero nonostante il corteggiamento dell’Inter, che da mesi aveva messo gli occhi sul giovane esterno, che in Serie A ha fatto vedere di che pasta è fatto.

La Juve lo ha pagato 40 milioni, in queste settimane si sta dibattendo sull’eventualità che possa scendere in campo con il Parma anche se di proprietà della Juventus, società che potrebbe schierarlo poche settimane dopo all’inizio del nuovo campionato In attesa di capire cosa decideranno i due club Kulusevski ha svelato i motivi che lo hanno spinto a scegliere la Juve: uno di questi è Sarri.

“Con conte movimenti diversi”

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport Kulusevski, seppur non in modo diretto, ha sotteso che la scelta di abbracciare la Juventus è dipesa anche dalla presenza di Sarri, che al contrario di conte gli dava più certezze sul piano del gioco: “Sarri è stato simpatico, mi ha messo a mio agio. Conoscevo il suo Chelsea e il suo tipo di gioco. Anche per questo ho scelto la Juve. Eriksen in difficoltà? Esatto. Con Conte i movimenti sono diversi, come l’assetto tattico. E il mio dubbio era proprio questo “.

Sugli idoli d’infanza: “Dinho è stato il mio idolo da bambino, uno spettacolo. Ma il belga ora è il mio preferito. Si muove tanto, non dà punti di riferimento e ha una finta di corpo eccezionale. Ibra? Mi dispiace si sia infortunato, spero di giocarci contro. Non l’ho mai conosciuto, anche se a 6 anni mi sono innamorato del calcio per merito suo. È un campione in tutto, ha cambiato la Svezia. La mia ispirazione? A mio modo, diventare anche io importante per il mio Paese”.

Sulla passione per il basket: “Tifo Los Angeles Lakers e quando posso gioco in un campetto vicino casa. Il mio mito resta Kobe Bryant, avevo appena letto il suo libro prima dell’incidente. Si allenava sei ore al giorno ed era un grande esempio”, ha spiegato il giocatore svedese.