Le regole per le nuove auto, rispettose dell’ambiente

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    Per salvaguardare l’ambiente, le case automobilistiche stanno immettendo sul mercato nuove auto che siano conforme alle nuove normative sull’inquinamento. Tutti i veicoli di nuova produzione dovranno avere per legge tutti i requisiti per circolare secondo i nuovi provvedimenti, solo però a partire da settembre dell’anno prossimo. Soprattutto, le aziende del settore dovranno fare caso ai divieti che molte città, sia europee che italiane, stanno imponendo alle macchine. Le case, per il momento, in questo senso non hanno apportato sostanziali novità, tanto che un identico modello di automobile può essere immessa sul mercato sia collaudata con i nuovi parametri antinquinamento che non. Per comprendere il cambiamento in atto, bisogna tornare al 2015 e al cosiddetto diselgate, quando divenne evidente anche ai non addetti ai lavori che le emissioni nocive reali (soprattutto quelle di ossidi di azoto, NOx) erano saliti al  400-500% rispetto a quelle rilevate nei test di laboratorio su cui da sempre si basavano le prove di omologazione dei veicoli. Così nel 2016 la Ue approvò un giro di vite nell’attuazione dei test su strada che stavano già per essere introdotti per gli NOx: in sostanza, i limiti da rispettare restano formalmente gli stessi della classe antinquinamento attuale, la Euro 6, ma con i nuovi metodi di misurazione sono più difficili da rispettare. Perciò si trovò un compromesso: ammettere inizialmente uno sforamento massimo del 110%, da ridurre in seguito al 50%?(un valore fisiologico nel passaggio dalla misurazione in laboratorio a quella su strada, che dà risultati più variabili). Il primo passo si è fatto a settembre 2017, quando i nuovi standard col 110% di tolleranza sono diventati obbligatori per i modelli di nuova omologazione (cioè quelli appena lanciati sul mercato). A settembre 2019 l’obbligo varrà per tutte le nuove immatricolazioni. Da gennaio 202o si passerà al 50% per le nuove omologazioni; per le nuove immatricolazioni ci si arriverà un anno dopo. Per quanto riguarda le Euro 6, la fascia più alta nella classificazione dei modelli addetti alla circolazione, bisogna fare delle opportune distinzioni. Le Euro 6 sono divise in quattro “sottoclassi”:A, B e C da una parte (quelle “ante-dieselgate”);D-Temp (test su strada e tolleranza 110%) a fare da “cuscinetto”;D “piena” (test su strada e tolleranza 50%) dall’altra.Sono differenze che non sfuggono ai sindaci, alle prese con l’obbligo di limitare il traffico non solo per le pressioni ecologiste ma anche per il fatto che la Ue a causa dell’inquinamento ha aperto varie procedure d’infrazione contro vari Stati (due riguardano l’Italia, su NOx e polveri sottili). Al momento in Italia la città che ha più “scoperto le carte” è Milano, che dal prossimo anno intende istituire la Zona B. Un’area che comprende quasi tutto il centro urbano, nella quale i divieti non saranno limitati alla stagione invernale come prevede l’accordo tra le quattro Regioni del bacino padano, ma estesi a tutto l’anno (se saranno del tutto appianati i contrasti col ministero delle Infrastrutture sulla possibilità di controllare gli accessi in modo automatico con telecamere). I divieti per classe Euro sono discutibili, perché il dieselgate ha dimostrato che per anni le classi sono state attribuite sulla base di test poco indicativi, quando non addirittura truccati. Però l’unica classificazione facilmente disponibile è questa e per le Euro 6D-Temp e D dovrebbe anche essere abbastanza afifdabile. Dunque, Milano pianifica di: vietare l’Area B alle diesel Euro 6 A, B e C già dal 1° ottobre 2025;concedere una deroga fino al 1° ottobre 2028 per questi stessi diesel, se acquistati prima del 31 dicembre 2018 (evidentemente per venire incontro ai tanti automobilisti inconsapevoli delle differenze tra le varie fasi dell’Euro 6);far scattare i divieti anche per le Euro 6D-Temp e D “pieno” dal 1° ottobre 2030. È verosimile che anche altre città con gli anni introducano misure analoghe. Dunque, per chi vuole continuare a viaggiare a gasolio (scelta comunque sensata per chi guida prevalentemente su autostrade e superstrade) comprare l’Euro 6 “giusta” significa poter circolare in alcune città per due anni in più. Per chi vuole acquistare una vettura nuova può trovare lo stesso modello sia in versione Euro 6B (la più diffusa tra ante-dieselgate) sia in versione Euro 6D-Temp (le 6D “piene” sono per ora pochissime). E spesso non ha gli strumenti per accorgersene: molti modelli sono stati riomologati durante l’estate, senza clamore. E con forte anticipo sulla scadenza di settembre 2019, dovuto anche alla possibilità di circolare senza limiti più a lungo (questione molto sentita anche sul mercato più importante d’Europa, quello della Germania, dove sono stati imposti divieti anche con sentenze, dopo i ricorsi di organizzazioni ecologiste). Un quadro della situazione lo fornisce quotidianamente l’Adac (l’automobile club tedesco) sul proprio siti web. Ma può essere un quadro ingannevole. Almeno in Italia, ci sono ancora stock di esemplari Euro 6B ed è sbagliato credere di poterle distinguere dalle Euro 6D-Temp perché sono vendute a km zero con buoni sconti: legalmente è possibile immatricolarle fino a fine agosto 2019 (e anche dopo, sia pure in contingenti limitati, con le consuete procedure «fine serie»). In alcuni casi, poi, la produzione di un modello continua in entrambe le varianti: quella vecchia va a chi l’ha ordinata nei mesi scorsi, senza specificare sul contratto che voleva un’Euro 6D-Temp (anche perché all’epoca la differenza era pressoché sconosciuta). Un’ulteriore variante – almeno in teoria – si potrebbe avere per le vetture che rispettano le nuove norme da più di un anno e per questo non possono riportarlo sulla carta di circolazione (non erano ancora operativi di regolamenti europei che permettevano di certificarlo). In questi casi, il costruttore dovrebbe avvisare sia i proprietari sia la Motorizzazione, per consentire una ristampa della carta di circolazione che riporti almeno la dicitura «Euro 6D-Temp». In ogni caso, con il diffondersi delle nuove versioni, si vedranno sempre più sconti sulle vecchie. E la commercializzazione delle nuove dovrebbe essere accompagnata da aumenti di prezzo.