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L’Italia brucia il rigore del 2-1 contro la Svizzera ed ora trema: lunedì l’ultima chiamata con l’Irlanda del Nord

Nemmeno il fatto di giocare in un campo ‘amico’ come quello dello Stadio Olimpico di Roma, dove la nazionale di Mancini (che ha infatti voluto lo stesso spogliatoio), ha trovato lo sprint giusto per andare a conquistarsi l’Europeo 2020, è servito a favorirci stasera, contro una Svizzera che, fedele alla sua fama di ‘puntualità’, ha caparbiamente lottato per guastarci l’illusione di poter essere annoverati tra i protagonisti degli imminenti Mondiali di Qatar 2022.

Il ‘maledetto’ pareggio (1-1), salutato dai 1.500 tifosi elvetici piovuti nella Capitale, condanna infatti Mancini & C. a giocarsi il tutto per tutto lunedì prossimo contro l’Irlanda del Nord, nell’ultimo match del girone di qualificazione.

Qualificazioni: ora ce la giochiamo lunedì con l’Iranda del Nord per evitare gli ‘eventuali’  spareggi di marzo

Ora il girone del Gruppo C vede due squadre entrambe in vetta con 15 punti. Come dicevamo il 15 novembre – lunedì prossimo – gli Azzurri se la giocheranno contro l’Irlanda del Nord mentre, la Svizzera, dovrà vedersela con la ‘modesta’ la Bulgaria, quindi con la possibilità di recuperare la differenza reti.

La magra consolazione al momento, è infatti che l’Italia ha a disposizione nel carnet i 2 goal in più di differenza. Dunque, qualora lunedì notte dovessimo nuovamente trovarci in parità con la Svizzera, quest’ultima si qualificherebbe, mentre la Nazionale dovrà attendere  gli spareggi di marzo.

La cronaca di un match poco avvincente, dove nemmeno la fortuna stavolta ci ha teso la mano

Quanto alla partita, nervosa, poco precisa, con sprazzi di buone giocate da ambo le parti, nell’arco dei due tempi i momenti più emozionati (goal compresi), possono essere racchiusi in sette ‘scene’. Fermo restando il finale, ‘amarissimo’, che ancora una volta ci regala una marea di dubbi ed incertezze…    

1) Fuga sulla fascia sinistra di Okafor che spettina il prato con un passante rasoterra, che traversata l’area azzurra trova il destro potentissimo del ‘liberissimo’ Widmer: Donnarumma tenta il ‘volo d’angelo’ ma sfiora appena, è lo 0-1.

2) Scocca il minuto 22′, per un fuoriclasse come Barella intercettare quel pallone a pochi metri dalla porta e colpirlo è un gioco da ragazzi, ma per l’esperto portiere Sommer è ancora più facile rimediare.

3) Donnarumma conferma la sua non colpevolezza per il gol subito, spegnendo gli entusiasmi degli svizzeri, pronti ad esultare dopo l’abile incornata di Schar.

4) Gli Azzurri attaccano e finalmente vengono premiati: al 35’ guadagnano una punizione sulla trequarti, propri davanti al settore dei tifosi ospiti. Insigne serve il ‘piatto forte della casa’ calciando a giro nell’area elvetica, il più veloce è Di Lorenzo, che anticipa di un nulla i guantoni di Sommer, girando in rete di testa: 1-1.

5) Si riparte, Mancini ricorre ai cambi: entrano Berardi, Tonali e Cristante. Pur non combinando granché, se non altro lo ‘sbarramento’ sembra contenere gli spumeggianti svizzeri. Infatti per sentire un brivido correre lungo la schiena, bisogna aspettare fin al 66’, quando Emerson carica il sinistro, ma spara troppo in alto.

6) Dieci minuti dopo, facendo leva sulle sue ultime forze a disposizione (con il Napoli sta giocando sempre), è Insigne a provarci: il furetto napoletano entra in area e tira, ma Sommer si dimostra abile anche nel salvare con i piedi.

7) Quando ormai il morale degli Azzurri iniziava a lasciare spazio allo sconforto, all’87′ il match si riaccende: nell’area svizzera Garcia eccede un po’ nello spintonare Berardi in corsa. E’ il Var ad invitare l’arbitro Taylor a giudicare l’episodio. Breve pausa, e indice puntato sul dischetto del rigore. Ancora una volta tocca al (apparentemente) freddo Jorginho che, sebbene abbia fallito all’andata – a  Basilea – è pur sempre colui che, proprio dal dischetto, ha contribuito a regalarci l’Europeo (pur avendoci fatto tremare proprio nella finale). Purtroppo l’illusione dura il tempo della breve rincorsa: forse cercando sicurezza mirando l’angolo alto, il campione italo-brasiliano eccede nella potenza, ed il pallone vola alto sopra la traversa… (come si evince nella foto scattata dall’agenzia afp per l’AdnKronos)

I 4 minuti di recupero a seguire (in cui rischiamo anche di prenderne un altro), servono soltanto a prendere consapevolezza di una grandissima occasione mancata. Ora la qualificazione si fa davvero complicata…

Max