MALTEMPO – L’ITALIA ’SOFFRE’ LE FORTI PRECIPITAZIONI PERCHÉ 7 COMUNI SU 10 SONO A SERIO RISCHIO IDROGEOLOGICO

    172939705-e692660c-a9b6-4e54-badc-d042e1499ef8.jpg (558×335)
    Ci siamo mai domandati perché, ogniqualvolta che arrivano i nubifragi, le grandinate e le tipiche avversità del maltempo (stagionale per altro), tutto questo allarme? Semplice: perché ormai il nostro Paese, complice un devastamento edilizio senza pudore, ha esageratamente esposto vastissime aree a seri ed importanti rischi idrogeologici. Come dire: lo stato d’emergenza è una costante. E l’Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue), insieme ai dati del ministero dell’Ambiente, raggiunta dall’AdnKronos ci fornisce una mappatura di zone a rischio a dir poco ’raggelante’. I dissesti e le frane minacciano il 68,9% dei Municipi del nostro Paese, pari a 5.581 Comuni di cui, il 32% presenta anche aree franabili e aree alluvionabili; il 21,1% aree a rischio frane; il 15,8% aree alluvionabili. Tra i progetti volti alla riduzione dei rischi stilati dall’Anbi per il 2015 (per un costo di 8,4 miliardi, + 5% rispetto al 2014), si evidenziano ben 3.335 interventi, ritenuti improrogabili per garantire la sicurezza le aree in questione. “In Italia, l’opinione pubblica ha scoperto colpevolmente in ritardo il dissesto idrogeologico ed non si può certo aspettare 20 anni per realizzare le opere idrauliche necessarie. I Consorzi di bonifica -ora – spiega Francesco Vincenzi, presidente dell’Anb – hanno un patrimonio di quasi 3.500 progetti, realizzati con fondi propri e perlopiù immediatamente cantierabili, che vengono messi a disposizione del Paese attraverso il Piano per la Riduzione del Rischio Idrogeologico, perché solo un territorio sicuro da alluvioni ed allagamenti può essere appetibile agli investimenti”. Puntando la lente d’ingrandimento nei dettagli, scorrendo ciascuna regione scopriamo che, salvo casi eccezionali, il rischio è diffusissimo: il Piemonte (per 2.981 km quadrati di superficie), presenta 1.046 comuni ad alto rischio idrogeologico; Trentino Alto Adige ’soltanto’ 30 comuni a rischio per 50 kmq. La Lombardia ha 914 Comuni e 2.274 kmq vulnerabili. Quindi la Liguria (188 Comuni per 309 kmq); l’Emilia Romagna (302 Comuni per 3.217 kmq), Nel Nord Est invece, nell’area compresa tra Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, sono 409 i comuni ad alto rischio idrogelogico per complessivi 778 chilometri quadrati di superficie di territorio dissestato e vulnerabile a rischio frane e alluvioni. Scendondo lungo lo ’stivale’, passando per il centro: troviamo la Toscana (208 comuni e 2.709 kmq); il Lazio (366 Comuni e 1.250 kmq); l’Umbria (92 Comuni, 903 kmq); le Marche (243 Comuni, 1.024 kmq). Infine, verso al Sud: la Campania (474 Comuni per 2.253 kmq); l’Abruzzo (178 Comuni, 603 kmq); il Molise (121 Comuni, 616 kmq); la Puglia (48 Comuni e 48 kmq), la Calabria (409 Comuni e 1.167 kmq), e la Basilicata (123 Comuni e 503 kmq). Ma anche nelle isole la situazione non è migliora che nel resto dell’Italia: in Sicilia sono 272 Comuni a rischio e 206 kmq di superficie vulnerabile mentre, in Sardegna, 42 Comuni per 48 kmq.
    Max