Home POLITICA ESTERI Mosca ‘sede diplomatica’ per la Libia: incontro Serraj-Haftar

Mosca ‘sede diplomatica’ per la Libia: incontro Serraj-Haftar

Ultimo aggiornamento 13:16

La buona notizia, giunta dal ministero degli esteri russo, è che all’indomani dell’inizio dell’agognata tregua in Libia, sia Khalifa Haftar (a capo dell’autoproclamato Esercito nazionale), che Fayez al-Serraj (capo del governo di accordo nazionale), si trovano entrambi a Mosca.
Un fatto che rilancia prepotentemente il ruolo centrale che, con sempre maggior ‘presenza’ il paese di Putin sta assumendo in ambito diplomatico.
Basti infatti pensare che, sempre nella capitale russa, sono in concorso diversi vertici, nel corso dei quali si stanno confrontando i ministri sia della Difesa che degli Esteri di Russia e Turchia. Infatti, non a caso, quelli che sono stati definiti come i “contatti” tra Haftar e Serraj, avranno luogo proprio sotto lo sguardo attento di Mosca ed Ankara, a garantire l’ufficialità della tregua. Come ha infatti riportato Zakharova, portavoce del Cremlino, “Secondo gli accordi raggiunti tra i presidenti di Russia e Turchia a Istanbul, è iniziato al ministero degli Esteri un incontro dedicato all’accordo libico e i rappresentanti delle parti libiche sono arrivati”.

Serraj: “Pronti a rispondere se violano la tregua”

Entrando nel vivo della vicenda, per quel che riguarda il buon esito di questi “contatti”, Lev Dengov (inviato russo per la Libia), non escludendo addirittura un ‘faccia a faccia’ tra i due, si è detto convinto che Haftar e al-Serraj arriveranno a sancire un accordo: “Avranno incontri separati con funzionari russi e con gli emissari della delegazione turca che coopera con la Russia su questo dossier. Saranno probabilmente presenti ai colloqui anche rappresentanti degli Emirati Arabi Uniti e dell’Egitto in qualità di osservatori”.
A momento, così come affermato ufficialmente, Serraj (che, riconosciuto dall’Onu, rappresenta il governo da Tripoli), c’è la sua volontà a “riprendere le operazioni militari nel caso la tregua venisse infranta”, e che, ha poi dichiarato ai microfoni dell’emittente ‘Al-Ahrar’, per lui l’aver acconsentito al cessate il fuoco, nasce “da una posizione di forza, con l’obiettivo di mantenere la coesione nazionale e sociale. Non ignoreremo i sacrifici dei nostri figli e dei nostri martiri o i nostri sogni per uno Stato civile“.
Intanto sul fronte europeo, Steffen Seibert, portavoce del governo tedesco, ha annunciato che molto probabilmente il prossimo 19 gennaio avrà luogo la conferenza di Berlino sulla Libia: “I preparativi sono in corso – ha detto – e si terrà in ogni caso a gennaio. Come qualcuno ha anticipato, non è da escludersi che possa accadere già la prossima domenica…
Max