NUOVE MISURE CONTRO SFRUTTAMENTO SESSUALE MINORILE

    Nuove norme per la lotta contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e contro la pedopornografia. Lo ha annunciato il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, al termine del Cdm. “Con questo provvedimento – ha spiegato – si introducono circostanze aggravanti speciali”. Un altro provvedimento riguarda la prevenzione e la repressione della tratta degli esseri umani prevedendo anche strumenti per la protezione delle vittime. Tre i decreti legislativi, inerenti gli abusi sui minori, la tratta di esseri umani e il diritto alla traduzione dei procedimenti penali. Con questi decreti, si legge in una nota di via Arenula, si da’ attuazione alla delega conferita con la legge 96/2013 per il recepimento di tre direttive dell’Unione europea. Obiettivo, l’adeguamento della normativa penale e processuale a piu’ elevati standard di tutela dei diritti delle vittime di alcuni gravi reati e al rafforzamento delle garanzie di una più consapevole partecipazione al processo dell’imputato straniero, che non conosce la lingua italiana. Il decreto legislativo sulla lotta contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile, recepisce la direttiva 2011/92/UE del 13 dicembre 2011: con esso vengono introdotte circostanze aggravanti speciali per i reati di sfruttamento della prostituzione minorile, pedopornografia e violenza sessuale in danno di minori. Si è così completato – sottolinea il ministero della Giustizia – un complessivo disegno di riforma per la protezione dei minori dall’abuso e dallo sfruttamento sessuale. Il secondo decreto riguarda la prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime: attua la direttiva 2011/36/UE del 5 aprile 2011, definisce le condotte di tratta di esseri umani e meglio si raccorda con la disposizione di riduzione o mantenimento in schiavitù o servitù. Altra misura significativa e’ costituita dalla tutela indennitaria per le vittime estendendo le finalità del Fondo per le misure anti-tratta. La normazione penale interna garantisce già una seria repressione di questi crimini, avendo già provveduto ad inasprire l’efficacia del fenomeno delle cosiddette “nuove schiavitù”. Infine, il terzo decreto è inerente il diritto all’interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali: con esso si recepisce la direttiva 2010/64/UE del 20 ottobre 2010 che estende il diritto di difesa dell’imputato all’assistenza di un interprete e garantisce l’assoluta gratuità del servizio reso dall’interprete e dal traduttore.