OBAMA: IRAN, C’È LA GUERRA SE CONGRESSO BOCCIA ACCORDO

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    “Cerchiamo di non usare mezzi termini, la scelta è tra la diplomazia o qualche forma di guerra”: lo dice Barack Obama parlando dell’accordo sul nucleare iraniano. Un “rifiuto del Congresso dell’accordo lascia una sola opzione: un’altra guerra in Medio Oriente”. “Coloro che dicono che possiamo mollare l’accordo e continuare le sanzioni vendono solo una fantasia”. “Ho consegnato al presidente Hassan Rohani la lettera di invito del presidente del Consiglio Matteo Renzi a venire a Roma nelle prossime settimane o appena sarà possibile: è un invito che Rohani ha accolto volentieri, ci faranno sapere al più presto la data”. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni nella visita a Teheran. “A conferma dell’intensità di queste relazioni – ha proseguito Gentiloni – ieri sono stato raggiunto al telefono dal ministro della Cultura Franceschini che ha fatto sapere che sarà qui a settembre per l’inaugurazione della mostra sulla Penelope di Persepoli (con tre copie di epoca romana, ndr), insieme a Salvatore Settis”. Stamani Gentiloni ha poi incontrato l’ex presidente Ali Rafsanjani, attualmente presidente del Consiglio del discernimento: “Le due cose più significative sono state da una parte affermazione di Rafsanjani secondo cui il popolo iraniano ha accolto a braccia aperte l’intesa di Vienna e lo stesso farà la leadership, e poi la manifestazione intensa di preoccupazione per la minaccia terroristica e l’invito a ragionare sulle sue cause”. Parlando più in generale della missione italiana, Gentiloni ha sottolineato come sia “evidente che l’intesa di Vienna non è solo un modo per prevenire un rischio nucleare ma è anche una occasione da un lato per una maggiore inclusione dell’Iran nelle dinamiche regionali e dall’altro la forte spinta alle relazioni economiche”. Nell’incontro con il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, il presidente iraniano Hassan Rohani “ha sottolineato che dopo Vienna l’Iran può svolgere sempre più un ruolo di stabilità contro il terrorismo”. Lo ha riferito lo stesso Gentiloni in conferenza stampa. I settori di maggiore interesse a cui si può guardare nell’Iran del dopo sanzioni sono autostrade, alta velocità, oil e gas e sanità. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, riferendo dell’incontro con il presidente iraniano Hassan Rohani. “Rohani – ha aggiunto Gentiloni – ha indicato una serie di settori che immagino abbiano trovato riscontro negli incontri avuti dal ministro Guidi. Non vuol dire che siano solo questi, ma sono quelli che ci sono stati indicati dal presidente” . Dopo l’accordo di Vienna sul nucleare e con l’azione che il governo sta portando avanti per far tornare le nostre imprese in Iran l’interscambio dell’Italia con Teheran potrebbe tornare ai 7 miliardi del periodo prima delle sanzioni, ma “potrà anche essere di più e meglio distribuito tra i vari settori industriali: dipende dalle dinamiche con cui le sanzioni verranno tolte e da quale sarà il livello di implementazione dei nuovi accordi”. Lo ha affermato il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, in conferenza stampa a Teheran. Il primo passo da fare, ha però avvertito la Guidi, “è la riapertura dei canali finanziari e dell’export credit. Gli incontri che ho avuto con il ministro Industria e con il governatore della Banca centrale sono andati tutti in questo senso. A questo proposito è di grande importanza il memorandum firmato dalla Sace e dal ministro dell’Economia per la risoluzione di alcune questioni di crediti pendenti fra Sace e sistema finanziario iraniano: è trovata la strada per risolvere e questo consentirà a Sace di riattivare i canali a medio e lungo termine per le operazioni. Nel giro di tre anni almeno ci saranno 3 miliardi di nuovo plafond che Sace potrà mettere a disposizione”.  “Abbiamo messo a punto nuovi modelli contrattuali molto più attraenti per le major petrolifere che verranno presentati a Londra a dicembre”. Lo ha annunciato il ministro del Petrolio iraniano, Bijan Zanganeh, al termine dell’incontro con la delegazione italiana. I contratti sono il principale ostacolo per il ritorno dell’Eni nel Paese.  La visita della delegazione istituzionale italiana in Iran “rappresenta una luce verde per la futura presenza delle società produttrici”. Lo ha detto il ministro iraniano del petrolio Bijan Zanganeh. “Le aziende italiane – ha aggiunto – prima acquistavano greggio direttamente da noi ma abbiamo avuto problemi a causa delle sanzioni”.  Abbiamo invitato le aziende italiane a una presenza per il settore petrolchimico, petrolio e gas. L’obiettivo – ha concluso iraniano – sono investimenti congiunti e i prodotti estratti non saranno destinati solo al mercato iraniani ma anche a paesi terzi”. “Sul capitolo Darquain l’accordo è stato trovato”. Lo ha annunciato l’ad dell’Eni, Claudio Descalzi, riferendosi ai crediti per un totale di 800 milioni che la società petrolifera vanta nei confronti dell’Iran. Descalzi ha parlato con i giornalisti a margine dell’incontro con il ministro del petrolio iraniano Bijan Zanganeh.