Home POLITICA ESTERI Pirati attaccano cargo italiano nel Golfo del Messico: due feriti

Pirati attaccano cargo italiano nel Golfo del Messico: due feriti

Ultimo aggiornamento 15:54

Una notizia che, a sentirla annunciare rimanda indietro nei secoli, ai possenti galeoni in legno sul cui pennone maggiore sventolava il classico vessillo nero raffigurante il teschio con le due ossa incrociate. ‘Romanticismi’ ormai relegati alla letteratura d’avventura. In realtà i ‘pirati’ di oggi, lontani dai codici comportamentali e d’onore che ne regolamentavano l’attività, altro non sono che un’orda di feroci criminali pronti ad uccidere per niente. Attivi in molti paesi, pirati moderni battono senza sosta i tratti marini dove il traffico commerciale è particolarmente intenso.

Azioni fulminee e violente, poi la fuga

Stavolta è toccato ad un cargo italiano facente parte del gruppo Micoperi, la ‘Remas’, con sede a Ravenna. Il mercantile, poco dopo essere entrato nel Golfo del Messico, è stato avvicinato da due barchini iper veloci. Un’azione fulminea: i pirati – circa 7 o 8 – salendo a bordo del cargo italiano hanno sparato alcune raffiche d’avvertimento, ferendo al ginocchio uno dei 35 marittimi a bordo. Un secondo marinaio italiano è stato violentemente colpito al capo con una sorta di manganello. Seminato il terrore, come da piani, i pirati hanno proceduto a rubare quanto possibile per poi darsi rapidamente alla fuga.
Soccorsa da un’unità della Marina messicana, la ‘Remas’ è stata quindi scorta fino al porto di Ciudad del Carmen, dove i due marittimi feriti sono stati portati in ospedale.

Non è il primo attacco subito dalla Micoperi

Micoperi opera da oltre 70 anni nell’industria offshore, e nel settore Oil&Gas. Le navi dell’armatore ravennate fanno a loro volta parte gruppo Protan, leader nella progettazione e costruzione offshore. Anche per ‘Micoperi’ questo non è il primo attacco pirata subito. Nell’aprile del 2009 infatti, la ‘Buccaneer’ subì un violento attacco nelle acque somali, che si trasformò in un sequestro lungo 4 mesi. La soluzione arrivò soltanto dopo un forte impegno diplomatico.
Max