Home POLITICA POLITICA ITALIANA Plastic e sugar tax protagoniste di un vertice al ‘vetriolo’

Plastic e sugar tax protagoniste di un vertice al ‘vetriolo’

Ultimo aggiornamento 17:25

Un vertice aperto dalle migliori intenzioni e prospettive, con il premier a ribadire che “Abbassare le tasse in modo significativo, che è quel che conta. Un ulteriore sforzo va fatto in questa direzione”, ed invece poi finito malamente, con Teresa Bellanova (Iv) che lascia il tavolo e se va sbattendo la porta. Ad originare la diatriba (l’ennesima), il ‘come spendere’ le risorse aggiuntive, spuntate fuori quasi miracolosamente.
Pensare che, nella notte, dopo un lavoro certosino, Mef e Ragioniera erano riusciti a ‘quadrare il cerchio’, riuscendo nell’impresa di ‘fare cassa’ aumentando la tassazione dei giochi e reperendo qualcosa qua e la. Quindi tutti felici per la scampata ondata di tasse, contati i soldi, paradossalmente i problemi sono iniziati quando M5S, Pd, Iv e Leu, hanno individuato ciascuno una finalità differente dall’altro sul dove impiegare le risorse.
E dire che Di Maio che nel frattempo ha tenuto a ribadire che “sugar e plastic tax sono due balzelli “sacrosanti”.

Pd: “Iv pensa soltanto alla Coca Cola”

Uscendo dal vertice abbastanza imbronciati ed incontrando i giornalisti, i protagonisti di questa ‘baruffa’ non hanno certo fatto sconti nel ‘denunciare’ cosa a loro avviso non sta funzionando. Ad esempio, da parte del Pd è subito partito l’attacco nei confronti dei renziani: “Italia Viva ai lavoratori italiani preferisce le multinazionali delle bibite gassate, come la Coca Cola. Non vuole diminuire le tasse sul lavoro ma pensa solo a togliere la sugar tax, per favorire società per azioni che non hanno sede neanche in Italia. È solo grazie al Pd che sono stati salvati gli italiani dai 23 miliardi della Salvini Tax e che si mette in campo il taglio delle tasse ai lavoratori da oltre 3 miliardi”.

Renzi: “Non so se questo governo reggerà”

Accuse forti alle quali ha subito replicato il ministro dell’Agricoltura Bellanova, che ha tenuto a spiegare: “Plastic tax e sugar tax determineranno un disastro occupazionale. Ora al lavoro per trovare un accordo che dica no a microbalzelli e sì al lavoro”. Da canto suo, il leader di Iv ha spiegato al Tgcom24 che “Non lo so se questo governo reggerà, spero di sì ma non lo saprei dire, perché ho visto litigate sul niente in questa settimana. A me pare che la situazione si stia ingarbugliando, fossi il presidente del Consiglio e ministri cercherei di trovare soluzioni e lavorare. Questa – ha aggiunto ancora Renzi – è la nostra proposta: nessun aumento delle tasse e fare partire questo piano ‘Italia Shock’ per i cantieri. Vogliamo fare delle proposte e non delle polemiche. Penso che sia un errore andare a votare, abbiamo fatto il governo per evitare l’aumento dell’Iva e l’aumento delle tasse e per evitare che il presidente della Repubblica dal 2022 sia espressione di un fronte anti-euro. Fossi la maggioranza, cercherei di creare un clima di tranquillità per arrivare al 2022 e fare delle cose buone per gli italiani. Lo faranno? Spero di sì – afferma ancora il capo di Italia Viva – ieri ho detto che c’è il 50% di possibilità di andare avanti e il 50% di andare a votare. Io non vorrei andare a votare, ma se ci costringono lo faremo. È un peccato ma dobbiamo prenderne atto. Questa partita è in mano al governo, a Conte e alle forze di maggioranza. Non ho nessun tipo di paura, ci mancherebbe. Si possono sbloccare 120 miliardi di cantieri? Il punto è questo, il resto sono chiacchiere”.
Posizioni, leggiamo, nettamente in contrasto sopratutto fra Iv e Pd/Leu, come hanno rivelato ai giornalisti presenti fonti interne a Palazzo Chigi. Lo scontro è stato durissimo con al centro della disputa il destino di ‘plastic e sugar tax’.

Aggiornamento ore 17.24

Per D’Inca è chiuso tutto. Ci sono anche tre opzioni

Quello che appare è una grande confusione, con tutti contro tutti ma, a stando a quanto dichiarato invece da Federico D’Incà, ministro per i Rapporti con il Parlamento, le cose ‘starebbero’ esattamente all’opposto. Avvicinato dai cronisti mentre stava entrando in Commissione Bilancio (dove avrà luogo l’esame degli emendamenti), D’Incà ha affermato: “Abbiamo chiuso su tutto“.
Dunque, aspettando l’eventuale conferenza stampa che annunci ufficialmente ‘la quadra’, secondo fonti interne a palazzo Chigi sarebbero tre le possibilità percorribili per portare a casa la Manovra:
1) Rinviare a luglio sugar a plastic tax

2) Farla slittare addirittura al gennaio 2021.
3) Ridurre da 50 a 40 centesimi (contro l’euro iniziale), la tassa sulla plastica, e ridurre della metà la sugar tax.
Staremo a vedere…
Max

Max