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“Stato di emergenza fino al prossimo 31 ottobre: il virus continua a circolare nel Paese”, annuncia Conte

Ultimo aggiornamento 17:48

La proroga è facoltà prevista dalla legge, attivabile ogni qual volta si renda necessaria la prosecuzione degli interventi. Non abbiamo adottato in cdm alcuna decisione, ma è emerso l’indirizzo di prorogare lo stato di emergenza fino al prossimo 31 ottobre”.

Conte: “Le misure funzionano, incongruo sospenderle”

Eccolo come previsto il premier Conte in Senato, per dare conto delle nuove comunicazioni relative alle nuove iniziative legate all’emergenza coronavirus nel Paese.  Come ha premesso il presidente del Consiglio prendendo la parola in Aula, “Ritengo doveroso condividere con il Parlamento questa decisione, nel cdm abbiamo esaminato il tema della proroga dello stato di emergenza, valutando le relative implicazioni”. Del resto, ragiona il premier, ”Sarebbe incongruo sospendere bruscamente l’efficacia delle misure adottate” in quanto, in assenza di una proroga non ci potrebbe essere più “l’assistenza alle persone risultate positive, il volontariato, il reclutamento e gestione delle task force sanitarie regionali e anche negli istituti penitenziari, il numero verde 1500, il pagamento dilazionato delle pensioni per evitare assembramenti, attribuzione dei poteri all’Istituto superiore di sanità per la sorveglianza epidemiologica, il sistema ‘Cros’“. Senza poi contare, ha aggiunto Conte, che  “cesserebbero le funzioni di coordinamento del capo della Protezione civile, decadrebbero i poteri straordinari dei soggetti attuatori e tra l’altro cesserebbe anche il Comitato tecnico scientifico che ha svolto un ruolo importante”.

Conte: “Il virus continua a circolare nel Paese”

Del resto la situazione è sotto gli occhi di tuti: ”Il virus continua a circolare nel Paese, con focolai che sono stati circoscritti, mentre all’estero la situazione resta preoccupante. Dobbiamo evitare che la crescita dei contagi riguardi anche l’Italia“. Ed ancora: “Le funzioni del commissario straordinario cesserebbero con la fine dello stato di emergenza e senza la proroga mentre il suo lavoro si sta dimostrando fondamentale”. Va da se quindi che “Perseguiamo l’obiettivo  di garantire continuità operativa alle strutture e agli organismi che stanno operando per il graduale ritorno alla normalità e che svolgono attività di assistenza e sostegno a quanti subiscono ancora gli effetti diretti e indiretti di una pandemia che, seppure fortemente ridimensionata nella sua portata, non è ancora esaurita“.

Conte: “La proroga non incide sull’emanare decreti”

Il Capo dell’esecutivo ha anche tenuto a rimarcare “La proroga dello stato di emergenza non incide sul potere di emanare decreti da parte del presidente del Consiglio, il potere di emanare dpcm è correlato alla data del 31 luglio”. E dunque, ha aggiunto, ”qualora si adottasse la delibera di proroga non per questo il premier sarebbe autorizzato a emanare dpcm, mentre si radica nella normativa di rango primario, lo stato di emergenza non può legittimare i dpcm, se non fosse affiancata da fonte di rango primario. Quel potere richiederà un nuovo decreto”.

Conte: “Io non inseguo i poteri extra ordinem”

Poi, per l’occasione, Conte ne ha approfittato per replicare, nemmeno troppo velatamente, a determinate accuse che gli sono sono state attribuite: ”Alla decisione di prorogare sono stati attribuiti significati di ogni tipo, fino alla volontà di preservare poteri extra ordinem, suscettibili di alterare l’ordinaria dialettica democratica. E’ stata espressa anche la paradossale tesi giuridica  che sarebbe stato meglio ricorrere a ordinanze del ministro della salute, una forma ritenuta più democratica del percorso seguito“.

Conte: “Nessun allarme ma rendere il Paese più sicuro”

Quindi la ‘rassicurazione’, rivolgendosi direttamente agli italiani: ”Vi posso assicurare che da parte del governo non vi è nessuna intenzione di drammatizzare o alimentare paure ingiustificate. La scelta della proroga non è riconducibile alla volontà di voler creare una ingiustificata situazione di allarme. Tutt’altro, con la proroga continueremo a mantenere in efficienza il complesso misure e iniziative organizzative che rendono il Paese più sicuro”. Piuttosto, ha voluto precisare ancora Conte, si tratta di “Una scelta non lesiva della nostra immagine all’estero, come Paese non sicuro per i turisti, non vi è affatto questo rischio E’ vero il contrario, garantisce un Paese più sicuro per tutti. L’Italia è vista da tutti come un Paese sicuro in grado di garantire, grazie alle misure di monitoraggio e prevenzione, la sicurezza della vita sociale e economica”.

Conte: “Non potevamo bloccare la protezione il 31 luglio”

Concludendo Conte ha inoltre voluto rimarcare che “questo dibattito parlamentare dovrebbe attenersi ai profili giuridici della decisione, una impropria drammatizzazione del significato degli effetti della proroga crea un potenziale nocumento dell’immagine del Paese all’estero. Deve esserci la consapevolezza  che la cessazione al 31 luglio dello stato di emergenza comporterebbe l’arresto del sistema di protezione, costruito in questi difficili mesi a tutela della collettività“.

Max