TROPPI MIGRANTI, DOBBIAMO DECIDERE SE LA NOSTRA RAZZA DEVE ESSERE CANCELLATA

    Candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Lombardia, intervenendo ai microfoni di Radio Padania, il leghista Attilio Fontana, parlando di immigrazione ha ’esternato’ il suo pensiero con dichiarazioni che non mancheranno di ’pepare’ ulteriormente i toni di questa campagna elettorale di per sé già abbastanza esasperata. “Qui non è questione di essere xenofobi o razzisti, qui è questione di essere logici e razionali – ha affermato Fontana – Non possiamo accogliere tutti i migranti che cercano di arrivare in Italia perché tutti non ci stiamo e dobbiamo quindi fare delle scelte. Dobbiamo decidere se la nostra etnia, se la nostra razza bianca, se la nostra società deve continuare a esistere o se la nostra società deve essere cancellata. Fare il discorso demagogico, che bisogna accettarli tutti – ha osservato il leghista – è assolutamente inaccettabile, è un discorso di fronte al quale bisogna reagire, bisogna ribellarsi. Noi non possiamo accettarli tutti, perché se dovessimo accettarli tutti vorrebbe dire che non ci saremmo più noi come realtà sociale, come realtà etnica, perché loro sono molti più di noi, sono più determinati nell’occupare questo territorio di noi”. Secondo Fontana “uno Stato serio dovrebbe progettare e programmare l’ingresso dei flussi migratori e consultare i cittadini. Dovrebbe dire riteniamo giusto che possano essere accolti mille, 100mila, un milione, 10 milioni, 100 milioni, quanti immigrati vogliamo far entrare e come li vogliamo assistere e che lavori vogliamo trovare loro, che case e scuole vogliamo dare loro. A quel punto, quando un governo fa un progetto del genere, lo sottopone ai propri cittadini”. Secondo il candidato del centrodestra alla Regione Lombardia, si tratta di “una scelta, se la maggioranza degli italiani dovesse dire ’noi vogliamo autoeliminarci’, vorrà dire che noi ce ne andremo da un’altra parte”. Dal canto suo il leader leghista Matteo Salvini ha commentato tali dichiarazioni affermando che, “Al governo normeremo ogni presenza islamica nel Paese. Esattamente come in tempi non sospetti ha sostenuto Oriana Fallaci, siamo sotto attacco, sono a rischio la nostra cultura, società, tradizioni, modo di vivere. E’ in corso un’invasione, a gennaio sono ripresi anche gli sbarchi. Il colore della pelle non c’entra niente e c’è un pericolo molto reale: secoli di storia che rischiano di sparire se prende il sopravvento l’islamizzazione finora sottovalutata”. Una convizione quella del leader leghista, poi ribadita attraverso un tweet dove ha poi aggiunto: “Record di sbarchi di clandestini in gennaio: già 841 da inizio anno (+15% rispetto all’anno scorso). E negli alberghi ne stiamo mantenendo 183.681. Non vedo l’ora che mi diate la possibilità di fermare questa invasione, organizzata e finanziata per cancellare la nostra cultura”. Dichiarazioni, come dicevamo, che non hanno tardato a suscitare dure reazioni. A stretto giro è infatti giunto il post di Matteo Renzi il quale, dalla sua pagina Fb ha scritto: “La Lombardia è la più grande regione del Paese: la sua economia traina tutta l’Italia ed è punto di riferimento per l’Europa. Ci aspettavamo un dibattito alto, bello, nobile, sui contenuti. E invece il candidato della destra, leghista, parla di ’razza bianca’ e di invasioni. Noi insieme a Giorgio Gori parliamo di innovazione e capitale umano. Siamo una squadra che sceglie il futuro, non la paura – ha aggiunto il segretario del Pd – Altro che farneticanti dichiarazioni sulla ’razza bianca’: il derby tra rancore e speranza è la vera sfida che caratterizzerà il 4 marzo, in Lombardia come nel resto del Paese. Andiamo avanti, insieme”. Più duro Maurizio Martina, vicesegretario del Pd e ministro delle Politiche agricole, che ha commentato: “Un candidato presidente che si lancia in dichiarazioni così deliranti intervistato da Radio Padania dimostra drammaticamente di non essere all’altezza della più importante regione del Paese. E tutto questo è triste e pericoloso per la Lombardia e i lombardi prima di tutto”. Puntuale anche il post del candidato premier del M5S, che domanda e si domanda: “Dopo la frase che ha detto il candidato presidente del centrodestra in Lombardia Fontana siamo sicuri che sono loro i moderati? Perché se loro sono moderati, io sono Gandhi rispetto a come si stanno comportando. Ci dica Berlusconi – ha aggiunto Di Maio – quello rimane il loro candidato? Uno che parla di razza bianca nel 2018? Nemmeno Salvini era mai arrivato a tanto”. E se Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Esteri, , promotore di +Europa con Emma Bonino, scrive che ”Quella di Fontana, preoccupato della purezza della razza, non è la mia #Lombardia. La mia regione non è chiusa e sconfittista come vuole la Lega. Ma forte, ricca, innovativa perché aperta, accogliente, tollerante”, Riccardo Nencini, segretario del Psi e promotore della lista ’Insieme’, ha invece affermato che “Il candidato presidente leghista alla regione Lombardia parla di ’razza bianca’ proprio come il governatore dell’Alabama sessanta anni fa. Non vorrà mica Fontana istituire un assessorato alla razza?”. Un coro di proteste di fronte al quale poi, il candidato del centrodestra alla regione lombarda ha dovuto metterci ‘una pezza’, affrettandosi a dichiarare che “E’ stato solo un qui pro quo, un lapsus”.
    M.