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Brasile, fuga di capitali: ritirati 30 miliardi di dollari in 3 mesi

Ultimo aggiornamento 09:46
Bolsonaro ha deciso di oscurare i dati sul coronavirus

In Brasile è crisi a tutto tondo: non solo coronavirus, e un numero di contagi e morti in tremenda e continua crescita, né appena la crisi economica e sociale che ne è conseguita. Adesso si inizia a registrare anche la fuga di capitali.

La Banca centrale del Paese ha dichiarato che in 12 mesi gli investitori stranieri hanno ritirato oltre 50 miliardi di dollari, ma 31,7 di questi sono andati in ‘fuga’ solo nei mesi di marzo, aprile e maggio di quest’anno. Vale a dire nei tre mesi contraddistinti dall’emergenza covid-19.

Nel mentre un gruppo di 30 fondi di investimento che, complesso, amministra 3.700 miliardi di dollari ha lanciato un ultimatum al presidente Jair Bolsonaro perchè si impegni concretamente contro la deforestazione.

Coronavirus, dal Brasile è fuga di capitali: 31,7 in un solo trimestre 2020

La Banca centrale ha comunicato la durissima uscita di capitali dal mercato brasiliano in relazione alla pandemia di coronavirus.

La crisi è certo planetaria, ma il Brasile è fra i più colpiti. Il Paese è stato il primo dell’America Latina ad essere travolto dall’ondata della pandemia, e l’atteggiamento negazionista di Bolsonaro è stato visto con tensione e paura dagli osservatori internazionali.

Secondo l’Istituto, il flusso negativo da 50,9 miliardi è il più grande accumulato in 12 mesi dell’intera serie di conti esteri brasiliani, iniziata a fine95. Nello stesso periodo dello scorso anno si era invece registrato un afflusso netto di fondi per 9,7 miliardi di dollari.

aggiornamento ore 1.12

Fuga di capitali dal Brasile, incide l’instabilità politica

La pandemia di coronavirus non è il solo fattore per cui il deflusso si sta acuendo cn in Brasile. Stando alla stampa locale, gli analisti finanziari ritengono che la differenza rispetto ad altri Paesi emergenti con le incertezze politiche dovute dal governo di Bolsonaro.

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Il direttore della Banca centrale del Brasile, Campos Neto, ha sostenuto che la posizione del governo in relazione alla conservazione dell’ambiente contribuisce alla riduzione degli investimenti esteri.

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aggiornamento ore 5-41

Brasile, aut-aut degli investitori: basta deforestazione

In una lettera spedita alla stampa da un gruppo di fondi d’investimento rappresentato dalla compagnia assicurativa norvegese Storebrand Asset Manabgement, si legge: “L’aumento della deforestazione negli ultimi anni, combinata con le notizie di smantellamento delle agenzie di sorveglianza delle politiche ambientali e dei diritti umani, sta creando una diffusa incertezza sulle condizioni per investire o offrire servizi finanziari in Brasile”.

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Come ammette l’agenzia di stampa Nova, il gruppo minaccia di “rivedere i propri investimenti in Brasile” qualora il governo non adotti “misure più efficaci per ridurre il disboscamento della foresta pluviale amazzonica”.

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