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Coronavirus, 40 milioni di disoccupati negli Stati Uniti

Ultimo aggiornamento 13:22
BANDIERA AMERICAMA USA STATI UNITI D'AMERICA

Non si ferma la crisi del mercato del lavoro negli Stati Uniti a causa dell’emergenza coronavirus. Nella settimana di proteste per la morte di George Floyd, il 46enne afroamericano soffocato durante un fermo di polizia, salgono ancora gli americani che hanno chiesto il sussidio di disoccupazione dall’inizio della pandemia: altri 2 milioni e 123 mila. Diventano 40 milioni e 800 mila gli americani che hanno richiesto il sussidio. Un lavoratore su quattro. Il tasso di disoccupazione supera il 15%, ma il dato reale potrebbe essere ben oltre il 20%. Mai così alto dal secondo dopoguerra.

Coronavirus, la ripresa economica sarà lenta

Nei giorni scorsi il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, aveva annunciato che il tasso di disoccupazione continuerà a salire ancora prima di scendere, ipotizzando una ripresa economica molto lenta. Di certo non prima del 2021. Il presidente Donald Trump, in piena campagna elettorale, si è sempre mostrato più fiducioso. “Quei posti di lavoro torneranno presto”, aveva replicato a Powell.

Coronavirus, perché tanti disoccupati negli Stati Uniti?

Riprendendo le parole sul Financial Times dell’economista Gavyn Davies, già pubblicate dieci giorni fa, “la flessibilità del mercato del lavoro statunitense, che è stata a lungo la sua maggiore risorsa rispetto all’Europa, potrebbe essere diventata un handicap durante l’attuale crisi”.

Mario Bonito