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Picci, intervista esclusiva al bomber del Trani diventato idolo social: “Non smetto mai di sognare”

Ultimo aggiornamento 17:14

Stanchissimo e felicissimo, ma anche sicurissimo di sè stesso. Antonio Picci non smette di sognare, perché sa di avere le capacità per fare il grande salto. Come quello che gli ha permesso di segnare un gol capolavoro con la maglia del Trani.

Rovesciata spettacolare e intervista che gli ha cambiato la vita, perché le sue parole dopo quella partita sono diventate virali tanto da renderlo un idolo social. Ma chi è Antonio Picci? Ce lo racconta lui stesso in un’intervista rilanciata nel corso della trasmissione ‘65 e mezzo, il Fantacalcio in TV’ prodotta da Italia Sera.

Come stai vivendo il successo?

È inutile negarlo, fa piacere la popolarità, perché si conosce il personaggio Antonio. Sono quello che si vede nelle interviste, sono fatto così. Poi è normale che c’ sempre qualcuno a favore e chi va contro, ma va bene. Avere apprezzamenti un po’ da tutti fa piacere. Non me l’aspettavo tutto questo successo. Inizialmente quando hanno messo l’intervista pensavo mi sarebbero piovute critiche addosso, invece è successo il contrario.

Cosa ti chiedono le persone che ti fermano per strada?

Fa piacere essere apprezzato, non solo per i gol, ma soprattutto per l’impegno che ho messo in ogni squadra in cui ho giocato. Cerco di dare sempre il massimo.

Nell’intervista sembravi un po’ arrabbiato, con chi ce l’avevi?

Col mondo ce l’avevo. Sono un ragazzo che prende il calcio forse un po’ troppo seriamente. La scarsa considerazione che avevo avuto nelle mie categorie mi aveva fatto salire un po’ la rabbia e quindi ho dovuto gridare la mia rabbia in quell’intervista diventata virale.

Ho avuto rimpianti nella tua carriera?

Rimpianti non ne ho, perché ho messo tutto me stesso in ogni stagione. Il mio carattere mi ha impedito forse rimanere nelle categorie importante. Credo fortissimamente nelle mie qualità, avrei potuto stare in altre categorie: vedo spesso partite di Serie C e mi ci vedo benissimo dentro. Però ripeto: se alla fine sono in questa categoria un motivo evidentemente c’è.

Sfrutterai questo successo per fare qualcosa di diverso nel tuo futuro?

Alcuni amici mi stanno consigliano simpaticamente di intraprendere altre strade, però sinceramente non lo so ancora. Ho l’amore e la passione per il calcio, quindi difficilmente lascerà questo mondo. Allo stesso modo penso di essere una persona simpatica a cui piace stare in mezzo agli altri. Vediamo quello che succede, però in questo momento ho la testa impegnata al 99% sul calcio.

Giochi al fantacalcio?

Ci giocavo, però purtroppo ho visto che non vincevo mai e ho lasciato perdere. Ero troppo sfortunato: quando prendevo gli attaccanti morivano, Non ero abbastanza fortunato per giocarci, pensa che quest’anno avrei venduto un rene per prendere CR7, menomale che non l’ho fatto…”.

Juve o Inter chi vedi favorita alla vittoria dello scudetto?

Non sono tifoso dell’Inter, ma spero un po’ più per i nerazzurri perché Conte è il mio allenatore preferito ed è stato molto disponibile con me. Vedo però favorita la Juventus, però dopo tanti anni basta vedere vincere sempre gli stessi, faccio il tifo per l’Inter quest’anno.

I giocatori che mi piacciono di più?

Ammiro moltissimo Immobile, perché è uno che fa sempre gol. E quindi ha sempre ragione. Poi ovviamente anche Ronaldo e Dybala. Mi piace molto anche Quagliarella per quello che fa nonostante l’età, questo dimostra che ha una determinazione incredibile.

Gli assist di Luis Alberto?

Luis Alberto è un giocatore fantastico, si mette sempre a disposizione dei finalizzatori, tra cui Immobile. Ma è anche il contesto Lazio, il contesto squadra, che porta Immobile ad esaltare in questo modo le sue caratteristiche. Penso che Immobile messo ad esempio alla Juve non avrebbe gli stessi numeri che ha alla Lazio. Perché in biancoceleste Ciro è l’unico terminale offensivo in una squadra che gioca per lui e che lo mette in condizione di battere a rete tante volte e di esprimere le sue caratteristiche al meglio.

Speri ancora di fare il salto di qualità?

Non smetto mai di sognare. Il mio sogno è sempre stato quello di giocare con la maglia del Bari, la mia città. In Serie B ci sono arrivato con un’altra maglia storica, quella del Brescia. E l’anno scorso ho giocato anche al San Nicola, anche se da avversario del Bari, e ho anche segnato. Non smetto mai di credere nei sogni, bisogna sempre credere in sé stessi. Io sono uno che crede fortissimamente in me stesso. Forse manco un po’ d’umiltà ma si sono tolto tante soddisfazioni a livello calcistico.

Una battuta prima di lasciarti: oggi sei più stanchissimo o felicissimo?

Oggi sono un po’ incazzatissimo, perché purtroppo nell’ultima partita abbiamo perso. Sono un po’ un martello con i miei compagni che amo. Però quando perdo ho la faccia scusa tutta la settimana.