Home POLITICA ESTERI Primarie democratiche USA 2020: Risultati live dall’Iowa

Primarie democratiche USA 2020: Risultati live dall’Iowa

Ultimo aggiornamento 18:03

Dopo il blackout organizzativo di ieri del partito democratico nel conteggio finale dei voti in Iowa, iniziano ad arrivare i primi risultati.

Secondo i risultati relativi al 71% dei distretti, è Pete Buttigieg a cantare vittoria. Il più giovane dei candidati (38 anni lo scorso 19 gennaio), veterano di guerra in Afghanistan, gay dichiarato e sposato, ex sindaco di South Bend, una piccola città nell’Indiana, ha sorpreso i sondaggi conquistando il 26,8% dei delegati da portare alla Democratic National Convention di luglio. Più di tutti, in attesa del restante 29% di voti da conteggiare. Un esito che è stato trionfalmente accolto: “L’Iowa ha scioccato il paese. Comunque finirà, vado in New Hampshire vincitore”, ha tuonato Pete. Proprio in New Hampshire si terranno le primarie il prossimo 11 febbraio e il giovane candidato democratico ha già iniziato prendere terreno al vecchio “socialista” Bernie Sanders.

Il 77enne senatore del Vermont è il secondo vincitore di questi caucus. Fermandosi al 25,2% (a soli 1.6 punti percentuali da Buttigieg), ha dimostrato di poter ottenere la candidatura per la corsa alla presidenza alla Casa Bianca. E i sondaggi in New Hampshire lo danno in vantaggio senza rivali.

Soddisfatta del risultato anche Elizabeth Warren, altra candidata a sinistra del partito dell’asinello. Conquistato il 18,4% dei delegati, è scesa di qualche punto percentuale rispetto ai sondaggi di ieri. Dopo essere stata data più volte favorita, ora si trova costretta a inseguire.

Delusione in Iowa per Joe Biden. L’ex vicepresidente di Barack Obama si ferma al 15,4%. I sondaggi lo danno dietro anche in New Hampshire. Male anche la raccolta dei finanziamenti, fondamentali nella politica americana. Per continuare a inseguire il sogno, il candidato moderato dovrà vincere (e convincere) nelle primarie in Nevada e South Carolina, previste rispettivamente il 22 e il 29 febbraio. In questi Stati, dove le minoranze hanno un forte peso, Biden piace più degli altri. Ma occhio al miliardario Michael Bloomberg, non partecipante in Iowa, che, vista la sconfitta di Biden, ha intensificato la spesa dei suoi spot elettorali in vista del super Tuesday di marzo. Chiare le sue intenzioni: rappresentare l’alternativa moderata a Biden.

Anche Amy Klobuchar, senatrice del Massachusetts, sopravvive al primo test elettorale portando a casa, per ora, il 12,6%. Un risultato che le consente di continuare la corsa.

Nel frattempo il presidente Donald Trump si proclama l’unico vero vincitore della giornata nel mid-west. Ieri sera ha tenuto come consuetudine il discorso sullo Stato dell’Unione davanti al Congresso. Un’occasione per elencare i successi economici e in politica estera del suo mandato. Ma più che per le parole questo discorso rimarrà famoso altri fatti: la mancata stretta di mano di Trump a Nancy Pelosi, speaker della Camera dei rappresentanti, e il foglio del discorso di Trump stracciato platealmente da Pelosi. Il tutto alla vigilia del voto al Senato che assolverà il presidente dall’impeachment.

A novembre sapremo se i cittadini statunitensi sceglieranno ancora il tycoon.