Renzi: “La crisi non è finita ma può essere vinta. Sia dato credito alle imprese”

    La crisi non è finita ma può essere vinta. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, alla cerimonia inaugurale di Pitti Uomo a palazzo Vecchio a Firenze. “La pagina più bella – ha esordito Renzi nel suo discorso di saluto – non è nei 60 anni trascorsi. Dire questo non significa essere arroganti ma avere una grande ambizione, essere audaci. Il momento più bello e più grande deve ancora venire, questo vale per Pitti, come per tutta la moda Italia”.

    Renzi è arrivato a Firenze, in treno, questa mattina intorno alle 9 e si è diretto alla Fortezza da Basso per una visita privata degli spazi espositivi di Pitti Uomo, prima dell’inaugurazione ufficiale. Al termine della visita si è recato a Palazzo Vecchio per partecipare alla cerimonia inaugurale della manifestazione dedicata alle anteprime della moda maschile.

    Per il premier, accompagnato dalla moglie Agnese vestita con un abito rosa, c’è stata anche una passeggiata fuori programma nel centro storico di Firenze. Alla Fortezza da Basso il premier ha salutato stilisti ed operatori del mondo della moda e si è soffermato anche a parlare con Lapo Elkann, che ha regalato al presidente del consiglio un paio di occhiali con la serigrafia di Firenze. Durante il tragitto a piedi, Renzi ha ricevuto numerose richieste di selfie da parte di cittadini e turisti e molti incitamenti a “non mollare”. Con lui c’era anche il sottosegretario alla presidenza del consiglio Luca Lotti.

    “Il mondo fuori di qui -ha aggiunto il presidente del Consiglio- chiede bellezza e noi che siamo abituati a dare del tu al bello in ogni momento della nostra vita, ce ne dimentichiamo. All’estero c’è una fame d’Italia e di qualità della vita, che noi sottovalutiamo e disperdiamo in mille polemiche e discussioni. Noi dobbiamo fare il tentativo di uscire tutti insieme dalla crisi, provare a investire sul futuro dell’Italia, sapendo che le caratteristiche che ci fanno forti sono più grandi delle preoccupazioni che ci attanagliano. La crisi certo non è finita -ha concluso- ma può essere vinta”.

    ITALIA ED EUROPA – “Se tutti insieme faremo quello che dobbiamo fare l’Italia nei prossimi 10 anni cambierà il volto dell’Europa e non si limiterà a rincorrerla”, ha detto ancora il premier che rinnova “l’appello alle banche per il credito e alle piccole e medie imprese dico di non sentirsi abbandonati perché le strutture nel Paese per aiutarle ci sono. C’è bisogno di dare un bel taglio di ciò che burocraticamente ha bloccato la crescita”.

    BANCHE E IMPRESE – Dopo gli ultimi interventi della Bce, “non ci sono più alibi per dare credito. Noi chiediamo agli istituti di credito di intervenire con determinazione per far girare i denari che vengono dalla Bce e dare respiro alle piccole e medie imprese”.

    SERVE ‘STORYTELLING POSITIVO – “Dobbiamo avere l’intelligenza e la lungimiranza di proporre un racconto del Paese diverso”, ha spiegato Renzi aggiungendo: “È totalmente mancato lo ‘storytelling’, il racconto positivo dell’Italia. Raccontiamo sempre che in Italia va tutto male, che c’è sempre un problema. Noi siamo i peggiori direttori commerciali di noi stessi, con dei direttori commerciali come i politici italiani gli imprenditori sarebbero morti”. Poi si è rivolto alla platea di imprenditori presenti a Pitti: “Dobbiamo essere capaci di raccontare le emozioni dell’Italia, per Pitti questo è l’esame di maturità, mettere in moto l’economia e la capacità di credere nel futuro”.

    EXPO – “L’Expo è una gigantesca chance per chi vende l’Italia senza svenderla”, ha detto ancora Renzi. “Giornali e settimanali sono pieni della parte negativa dell’Expo, è giusto che ci sia una pulizia radicale e totale all’Expo e al Mose – ha spiegato il premier – Noi siamo intervenuti in modo violento, andando a sradicare e creando un meccanismo che consenta di intervenire sulla corruzione in modo forte. Ma non basta: c’è bisogno della parte positiva”.

    TAV – “Per quanto riguarda le grandi opere, le infrastrutture viarie, penso alla Tav che è ancora da completare nel tratto tra Milano e Venezia e tra Napoli e Bari: noi abbiamo bisogno, abbiamo la necessità, vorrei dire l’urgenza, di intervenire immediatamente”.