Home ATTUALITÀ Andrea Fadda, il sous-chef che continua a sognare: “Non bisogna mai mollare”

    Andrea Fadda, il sous-chef che continua a sognare: “Non bisogna mai mollare”

    Ultimo aggiornamento 12:11

    La sua storia è una corsa ad ostacoli, un sali e scendi di esperienze e successi. È caduto Andrea Fadda, ma ha sempre saputo rialzarsi più forte di prima. Ed è questa la sua forza. Andrea ha 27 anni, è un sous-chef di cucina e ha lasciato giovanissimo la sua terra per inseguire il suo sogno. A 16 anni ha salutato la Sardegna per raggiungere Londra, dove tutto è iniziato.

    In Inghilterra ha mosso i primi passi nel mondo della ristorazione fino ad arrivare a lavorare in ristoranti di fama mondiale, che lo hanno aiutato a crescere come persona e come professionista. Andrea Fadda ha raccontato la sua storia al portale Ajonoas.it attraverso una lettera. Poche righe per condensare una storia fatta di vittorie e rivincite.

    L’ultima contro la sfortuna: Andrea, infatti, dopo l‘esperienza maturata a Londra è stato chiamato a Dubai: “Un giorno è arrivata l’offerta a Dubai come Junior sous chef – racconta – L’occasione si presentò per la nuova apertura del ristorante italiano di nome Scalini sito all’interno del Four Season. Il successo è arrivato quasi subito”.

    Il coronavirus ha però giocato un brutto scherzo ad Andrea Fadda, costretto a tornare in Sardegna. Il giovane però non si è arreso, anzi, ha aspettato la chiamata giusta che è arrivata da Cagliari, come racconta lui stesso: “Sono dell’idea che oltre ad aver pazienza, non bisogna mai mollare e quindi fortunatamente dopo la quarantena, ho ricevuto una proposta allettante per fare il secondo chef a Cagliari presso il ristorante Le Segrete”.

    Continua Andrea: “Ho scelto di fare tutto questo per mia nonna. Il mio successo lo devo a lei, perché è proprio grazie a lei e ai suoi insegnamenti che ho imparato a fare la salsa al pomodoro più buona del mondo. E volevo dare a tutti un messaggio che anche se il proprio sogno si infrange, c’è sempre una ripartenza e col mio rimpatrio in Sardegna ho potuto mettere in campo le mie esperienze acquisite negli anni nella mia terra”, ha concluso il giovane sous-chef.